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2014
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Padre Pietro Kaswalder

Il Signore ha chiamato Fra Pietro Kaswalder ed egli l’ha seguito.
Sabato 21 giugno, nella chiesa di San Salvatore il Custode di Terra Santa, Fra Massimo Pazzini, Decano dello Studium Biblicum Franciscanum, Fra Francesco Patton, Provinciale di San Vigilio (Trentino), insieme a un centinaio di sacerdoti hanno concelebrato la messa per il funerale di Fra Pietro Kaswalder, chiamato improvvisamente al Padre tre giorni prima.

Tra i celebranti, i familiari di Fra Pietro, fratelli, sorelle e nipoti, la numerosa assemblea di religiosi, religiose, l’emozione era palpabile. Alla cerimonia hanno partecipato anche alcuni rappresentanti delle Chiese orientali di Gerusalemme.

Nell’omelia, Fra Massimo ha condiviso alcune delle tantissime testimonianze arrivate allo Studium Biblicum Franciscanum nei giorni scorsi. Le clarisse di Gerusalemme hanno immaginato che il suo incontro con il Signore sia avvenuto con la stessa spontaneità e generosità con cui, adolescente, dopo aver ascoltato un missionario francescano, aveva lasciato la casa di famiglia per entrare nel piccolo seminario della Provincia francescana di San Vigilio, in Trentino.

«Ancora una volta il Signore è passato, l’ha chiamato ed egli l’ha seguito ».
Tutti i messaggi dimostravano l’affetto, la stima, il rispetto di cui godeva Fra Pietro, sia da parte dei suoi confratelli insegnanti negli Istituti di Terra Santa sia di altri Paesi.

«In questi ultimi anni, la Provvidenza mette alla prova lo Studium Biblicum, in particolare il suo dipartimento di archeologia. Preghiamo affinché il Signore vi dia più di quanto vi ha preso. E vi ha preso veramente tanto.».

Un altro messaggio, che riassume il sentimento di tutti, ha sottolineato che la sua morte è stata: «Imprevista, improvvisa, prematura e, perciò, ancora più dolorosa». Altre testimonianze hanno ricordato come Fra Pietro ha saputo far scoprire la «Terra della Promessa» che tanto amava.

«La morte del cristiano non è soltanto il termine del suo cammino terreno, ha proseguito Fra Massimo, è anche il suo passaggio, il suo « transitus » alla vita celeste. (…) Con la morte, un francescano incontra l’oggetto delle sue più profonde aspirazioni. Si trova di fronte al Cristo: è la scelta definitiva costruita poco a poco in tutte le scelte quotidiane della vita terrena. Gesù ce lo ha assicurato: -Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,40)-. Sono sicuro che Fra Pietro, che credeva nel Figlio e nella sua presenza, persino nelle pietre della Terra Santa, potrà vivere della vita eterna promessa ai figli di Dio. Amen, Amen.».

La salma di Fra Pietro Kaswalder, preceduta da un lungo corteo di francescani e seguita dalla sua famiglia, è stata condotta al Cimitero francescano del Monte Sion. La Custodia di Terra Santa affida la sua anima a Dio con fiducia e gratitudine per il dono che egli è stato.

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