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2014
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Il mistero della Visitazione. La fretta di annunciare il Cristo

Sabato 31 maggio, numerosi fedeli si sono riuniti presso il Santuario francescano della Visitazione ad Ain Karem, villaggio natale di Elisabetta, cugina della Santa Vergine Maria.
In questo luogo si è celebrato uno dei momenti più importanti del Mistero Divino. Qui, Maria, per la prima volta ha presentato Gesù al mondo.
Questa celebrazione è molto cara alla Custodia di Terra Santa. Infatti, è grazie al fervore del nuovo Ordine di San Francesco, nel XIII secolo, che la festa della Visitazione è stata divulgata. L’immensa diffusione dell’Ordine e dei suoi libri liturgici nell’Europa medievale, sollecitò numerose diocesi ad adottare questa festa, celebrata per un lungo periodo in date diverse, secondo i vari Paesi. Durante la riforma liturgica del Vaticano II, per un desiderio di unità e conformità al testo evangelico, venne fissata per tutti la data del 31 maggio.
Nell’omelia, il Custode di Terra Santa, che ha presieduto la messa, ha evidenziato il senso di ricchezza contenuto in questa festa, scegliendo un termine più volte ripetuto nel Vangelo del giorno (Lc 1,39) e nei testi della Bibbia: “In fretta”. Questa fretta è il segno di una reazione immediata. «Ma non tutte le sollecitudini hanno lo stesso valore: alcune sono segno di disordine, di ritardo o ancora di cattiva organizzazione» ha precisato Fra Pierbattista Pizzaballa. L’urgenza che spinge Maria a mettersi in cammino è di un altro ordine. Maria ha, infatti, trovato l’essenziale: il Cristo.
«Lei ha vissuto un incontro che ha cambiato la sua vita e, cosciente di ciò, si affretta a partire per annunciarlo», ha spiegato poi. Spinta da questa nuova dinamica, Maria cambia anche il suo rapporto con gli altri e l’intensità e la profondità dei suoi propositi. Il Custode ha invitato tutti ad accogliere questa trasformazione per superare quello che già sappiamo e viviamo con gli altri.
Durante la celebrazione, cinque seminaristi, Fra Eliazar, Gilberto, Rodrigo Luis e Rodolfo, sono stati istituiti lettori e accoliti. Questi ministeri, chiamati “ministeri istituiti, preparano i seminaristi ai “ministeri dell’ordine”, ovvero al diaconato e al presbiterato. È quindi una tappa importante nel cammino dei cinque frati, che non nascondevano la loro gioia.
Fra Rodrigo, brasiliano, che frequenta il primo anno di Teologia al Seminario, all’uscita della messa ha dichiarato: «Questo ministero è un primo passo, potrò adesso annunciare la Parola di Dio e nutrirmene. Devo continuare, ogni giorno di più, ad avvicinarmi a Dio e questa tappa m’incoraggia».
L’“accolito”, secondo l’etimologia della parola, è colui che “accompagna”. Accompagna il celebrante nel servizio dell’altare, aiutando il sacerdote nelle funzioni liturgiche e, principalmente, nella celebrazione della messa.
Alla fine della messa, su invito di Fra Władysław Brzeziński, Guardiano del Santuario, l’assemblea si è riunita per festeggiare gioiosamente questa giornata.
Nel tardo pomeriggio, a Gerusalemme, dopo la messa presieduta dal Patriarca S.B. Fouad Twal, si è svolta la tradizionale processione della Visitazione, partita dal Convento di San Salvatore verso il Patriarcato latino e ritornata al Convento francescano. Una folla numerosa ha partecipato alla processione.
Emilie R.

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