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2014
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Sua Beatitudine Bechara Rai, pastore maronita in Terra Santa

Martedì 27 marzo, dopo la visita a sorpresa del Santo Padre, anche Sua Beatitudine Béchara Rai, primo dignitario religioso del Libano venuto in Terra Santa dopo la creazione dello Stato di Israele, è stato accolto nella Curia del Convento di San Salvatore.

Questa visita storica in Israele ha suscitato molte polemiche, poiché alcuni schieramenti politici hanno accusato il Patriarca di recarsi in territorio “nemico”. Infatti, le relazioni diplomatiche tra lo Stato d’Israele e il Libano sono in fase di stallo, nonostante un “armistizio”, firmato nel 1949.
La Chiesa maronita conta due entità amministrative nel Territorio della Terra Santa. L’Eparchia di Haifa e di Terra Santa e l’Esarcato patriarcale di Gerusalemme, di Giordania e dei Territori palestinesi che riuniscono circa diecimila fedeli.
Sua Beatitudine ha ritenuto suo dovere accogliere il Santo Padre, approfittando della situazione per prolungare il suo soggiorno e compiere un’importante visita pastorale in Terra Santa.

Il Patriarca maronita ha dedicherà più di una settimana ai fedeli di Gerusalemme, Giaffa, Haifa e Nazareth e i maroniti non sono i soli a rallegrarsi della sua venuta. Infatti, così come la Custodia di Terra Santa, molti arabi cristiani hanno testimoniato una calorosa a Sua Beatitudine, sia al Santo Sepolcro sia presso la sede del Patriarcato maronita.

L’entusiasmo è genuino, come spiega Fra Feras, Parroco di Gerusalemme: «I cristiani lo conoscono bene poiché, per vari anni, Sua Beatitudine predicava, in diretta, sul canale televisivo Noursat TV che trasmette in Medio Oriente». Fra Najib, di origine libanese e Guardiano del Convento della Flagellazione, dichiara che il Patriarca libanese ricopre, in Oriente un “ruolo nazionale” e rappresenta una vera “autorità spirituale” cristiana.

Un ruolo che il Custode ha rimarcato nel suo discorso di benvenuto: «Le relazioni tra maroniti e francescani sono antiche e profonde e la Sua presenza le consolida. Ma aldilà della continuità, la Sua visita arricchisce il messaggio di tutta la Terra Santa. Con la Sua presenza oggi, ci riavviciniamo alla nostra missione e al nostro sogno di unità della cristianità». Parole molto apprezzate da Sua Beatitudine che, ha risposto in italiano.

«La nostra visita alla Custodia di Terra Santa in questo giorno è un Te Deum. Noi veniamo a ringraziare per la vostra presenza e per la stima che godete presso i cristiani che qui sostenete». Poi ha aggiunto con convinzione: «Resistiamo, abbiamo tante Chiese, tanti Cristiani. Non dobbiamo smettere di dire al mondo che questa Terra porta il segno dei Cristiani. Beati voi che vivete in questa Terra, dove noi non possiamo recarci così facilmente!».

Sua Beatitudine, non si è solo fermato ai discorsi ufficiali, ma si è recato all’Infermeria per incontrare i francescani più anziani. Con un atto di grande tenerezza, ha benedetto ogni fratello, recitato con loro il Padre Nostro, dedicando tempo per conversare e salutare anche il personale dell’infermeria, i fotografi …

Questa visita patriarcale è segno d’incoraggiamento per i maroniti di Terra Santa e per i numerosi libanesi che aspirano alla pace in Medio Oriente. Come ha scritto il giornalista libanese Bissane Al-Cheikh nel quotidiano pan-arabo Al Hayat, il 23 maggio: «Questa visita apre uno spiraglio nei nostri spiriti e nel muro, contro la normalizzazione con Israele, eretto da noi da decine di anni e rinforzato con cemento armato. Questo muro ci ha allontanato dalla Palestina e dal suo popolo molto più che la barriera di separazione costruita da Israele. Che Sua Beatitudine reclami, per noi che amiamo Gerusalemme, lo stesso privilegio di poter visitare la Città Santa in cui, milioni di persone tra noi, vorrebbero recarsi».

Dopo Betlemme, Beit Sahour e Gerusalemme, il Patriarca visiterà, fino al 31 maggio, i grandi centri maroniti in Israele: Acco, Jish, Nazareth, Issifya et Haifa.

Il 28 maggio, ha celebrato la liturgia al Santuario di Cafàrnao, accolto dai francescani, custodi del luogo. La celebrazione è stata trasmessa in diretta su Noursat TV, grazie agli strumenti tecnici del Franciscan Media Center. Lo stesso giorno, il Patriarca si era recato al villaggio di Kfar Biriim, la cui popolazione era stata obbligata a trasferirsi nel 1948, senza poter mai più tornare nella terra dei propri antenati.

La visita pastorale del Patriarca terminerà a Haifa dove, la numerosa comunità maronita, si unirà a lui per una grande processione nel tardo pomeriggio del 30 maggio.

Émilie R.

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