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2014
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Dialogo inter-religioso: acquisire il senso dell’incontro

Dopo la Colombia e la Corea del Nord, la Commissione francescana per il dialogo inter-religioso ha fissato, in Terra Santa, il suo ultimo incontro.
Dal 24 al 27 febbraio, una quindicina di frati, venuti da tutti i continenti, ha proposto ai confratelli della Custodia una Settimana di scambio e riflessioni sul «triplice dialogo» tra ebrei, cristiani e musulmani. Questa Commissione dell’Ordine dei Frati Minori, costituita nel 1996, intende ricordare che il dialogo interreligioso è al centro della spiritualità francescana.
Per chiarire la posta in gioco della situazione e le problematiche attuali della Terra Santa, fra Frédéric Manns – grande artefice della settimana – ha proposto come trama di fondo il ritorno alle grandi figure bibliche del dialogo: Abramo, Giacobbe, Mosè, Elia, Giovanni Battista, i Re Magi e, evidentemente, il Cristo.

La Settimana è iniziata con un ciclo di conferenze sulla situazione attuale dei cristiani in Egitto, in Siria e in Terra Santa.
Mons. Fitzgerald, già Nunzio apostolico in Egitto, ha condiviso la sua esperienza di dialogo inter-religioso, insistendo sia sul legame tra identità personale e religione, sia sull’apporto del cristianesimo in difesa della libertà e della convivenza.
Ha presentato esempi interessanti d’incontri tra sacerdoti e imam, che operano insieme per sfatare i soliti stereotipi.
Il Custode di Terra Santa ha fatto notare che, seppure i cristiani del Medio Oriente fatichino a trovare il loro posto nei regimi islamici, che progressivamente si stanno instaurando in diversi Paesi, l’Islam stesso vive divisioni interne e assume atteggiamenti che rimettono in questione vari aspetti.

La Commissione ha potuto incontrare molti dei protagonisti impegnati nel dialogo. Tra loro, il movimento dei Focolari che condivide la propria spiritualità con cristiani, ma anche con atei e fedeli di altre religioni. Movimento aperto a tutti, i suoi membri tendono all’impegno per l’unità in famiglia, nel mondo economico, socio-culturale, in politica e nelle relazioni tra i popoli.
Un altro incontro molto interessante è stato quello con la Comunità ebraica messianica di Benjamin Berger, che ha permesso ai frati di scoprire un movimento in piena espansione in Israele e nel mondo (esistono oltre venti comunità nella sola Gerusalemme). Profondamente ancorati alle radici del giudaismo, gli ebrei messianici, con il loro linguaggio e culto, riconoscono il Cristo come il vero Messia.
Benjamin Berger ha definito se stesso come « un ebreo realizzato, che riesce a creare ponti tra cristiani ed ebrei ».
La Commissione è stata invitata anche dall’Università di Betlemme, dove i frati, accolti dal Rettore e da un gruppo di professori, hanno ammirato l’impegno degli studenti nel dialogo. Questo incontro ha impressionato molto fra Russel, impegnato negli Stati Uniti proprio nel settore educativo. «Rientro nel mio Paese con tante nuove idee; scegliendo di diventare francescano, ho ricevuto la libertà di ricominciare ogni giorno questa missione in favore del dialogo: eccomi rinnovato!».

I frati hanno potuto verificare quanto sia difficile, in Terra Santa, distinguere la politica dalla religione. La Commissione ha visitato il Memoriale dello Yad Vashem e si è recata sulla Spianata delle Moschee, accompagnata dallo Sceicco Azzam Khatib, Direttore del WAQF (Ufficio dei Beni Religiosi Musulmani).
Fra Roger, dopo questi due incontri, ha affermato: «È importante capire ciò che il rifiuto dell’altro e la paura possono provocare. La ferita, in entrambe i popoli, è molto evidente. Il dialogo deve contribuire a superarla, non a coltivarla ponendo l’accento sulle nostre differenze».

La settimana è stata ritmata da tempi di preghiere e meditazioni, ad Ain Karem con le suore contemplative di Sion, al Cenacolo, al Santo Sepolcro e, ancora, al Pozzo di Giacobbe a Nablus. Segno caratteristico di quest’anno è stato l’invito della Commissione ai conventuali, in particolare a fra Silvestro, Delegato Generale per il dialogo ecumenico e inter-religioso. Nel suo intervento, fra Silvestro, ha evidenziato l’importanza di conoscere i punti di vista e il modo di lavorare dei vari frati nel mondo. Inoltre, ha ricordato che il dialogo inter-religioso deve iniziare da questa semplice domanda: «Perché Dio ha permesso e voluto tutte queste religioni. E quale era la sua idea iniziale?».

Tutta la Custodia di Terra Santa ringrazia vivamente la Commissione per il suo coinvolgimento, per i momenti formali e informali, durante i quali si è intrattenuta con i frati e gli studenti.
La Custodia si farà portatrice del suo messaggio, cioè: «che il proprio credo non deve essere considerato come appartenenza, ma come dinamica esperienza del quotidiano».

La Commissione ha comunicato che l’incontro del prossimo anno si terrà, nello stesso periodo, a Venezia, in collaborazione con l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino. Per preparare tale incontro, la Commissione si riunirà in novembre a Istanbul. Segui le immagini di questa settimana nel reportage del Franciscan Media Center: Volti e luoghi delle religioni in Terra Santa.

E. Rey

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