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2011
osservatoreromano.va

Purificazione e preghiera per i musulmani

Roma, 2. Un mese di purificazione, ricco di grazie, e durante il quale, in una delle sue ultime notti dispari, detta Lailatu l-Qadr (notte del destino), le porte del cielo sono più dischiuse: per oltre un miliardo di fedeli musulmani la data del 1° agosto (per altri il giorno successivo) ha sancito l’inizio del Ramadan, il mese di preghiera e di digiuno purificatore «in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza» (Sura ii, v. 185). I precetti della religione musulmana chiedono infatti ai fedeli, nel suddetto mese, l’astinenza completa: «O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio» (Suraii, v. 183). Il digiuno è atto basilare di culto obbligatorio per tutti i musulmani, tranne che per alcune categorie di persone. Esenti da esso, ad esempio, sono i minorenni, i vecchi, i malati cronici, i viaggiatori, le donne in stato di gravidanza o che allattano, le persone in età avanzata nel caso che il digiuno possa comportare un rischio per loro.

Un periodo, dunque, nel quale i fedeli sono chiamati a vivere con particolare profondità la purificazione, ma anche, attraverso il controllo di sé e dei propri comportamenti, a promuovere lo spirito di riconciliazione. Un messaggio che, all’indomani del vento di cambiamento che respira il nord dell’Africa, assume una particolare valenza. Proprio nei giorni scorsi, il Consiglio degli ulema dell’Afghanistan aveva rivolto un appello a tutte le parti in conflitto ad annunciare un cessate-il-fuoco in segno di rispetto per il mese sacro dei musulmani; mentre dalla Libia, fra gli altri, un appello alla pace è giunto dal vicariato apostolico di Tripoli. Il Ramadan significa anche solidarietà e dal punto di vista strettamente dottrinale, perdono: colui che compie il digiuno per amore di Dio si vedrà i propri peccati perdonati. Lo spirito di riconciliazione, infatti, è particolarmente avvertito in tutte quelle comunità che soffrono, in particolare nel Vicino Oriente, per gli effetti delle tensioni e dei conflitti. Il Ramadan intende dunque nei cuori di milioni di fedeli assumere anche questo significato di riconciliazione. Ad auspicarlo, in un messaggio, è stato il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, che ha formulato i suoi auguri ai musulmani, insieme al clero e ai fedeli della Terra Santa. Al patriarca si è unito l’arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, Louis Sako. In occasione dell’inizio del Ramadan, il presule ha espresso la speranza che «il digiuno e la preghiera inteneriscano il cuore di tutti e che sulla vendetta prevalga il perdono, l’amore e la lotta per la pace» e ha aggiunto che i cristiani si uniscono ai musulmani «nella preghiera e nella supplica a Dio affinché possa concedere pace e stabilità». Monsignor Sako, inoltre, come segno concreto della vicinanza della comunità cristiana ai musulmani, ha voluto visitare, assieme a un gruppo di sacerdoti e di laici, il distretto sanitario della città.

Per l’occasione dalla comunità cattolica sono stati donati oltre 300 chilogrammi di medicinali da distribuire in vari ospedali. In particolare, i medicinali sono stati donati proprio come segno di solidarietà per l’inizio del mese di digiuno ed erano stati portati a Kirkuk da un gruppo di giovani francesi. I giovani, cinque ragazzi e cinque ragazze, si recheranno poi con una ventina di loro coetanei iracheni a Madrid per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Al loro arrivo nella città hanno anche partecipato alla messa presieduta da monsignor Sako, vivendo un’occasione di forte comunione con gli altri membri della comunità cristiana. Il carico di medicinali che hanno portato verranno distribuiti in vari luoghi: oltre a Kirkuk, Solulaymaniya, Erbil, Piana di Ninive, Alkosh, Dohok e Amadiyia.

L’inizio del Ramadan è determinato dal primo avvistamento della luna crescente e quindi può variare nelle diverse aree geografiche. È il calendario lunare a stabilire poi quando debba tenersi il mese di preghiera e di purificazione, composto da 354 giorni. Si tratta di una scelta fatta per consentire a tutti i musulmani del mondo di vivere il Ramadan in condizioni di equità: nell’arco di trentatré anni, il mese di penitenza capita sia d’inverno che d’estate e sia con le giornate brevi che con quelle lunghe. Il Ramadan è iniziato il 1° agosto anche in Italia. Oltre un milione e mezzo sono i musulmani nel Paese, i quali costituiscono il secondo gruppo religioso per consistenza numerica. Secondo le stime di Caritas-Migrantes, peraltro, il numero dei musulmani in Italia è destinato a incrementarsi ulteriormente sia per i nuovi arrivi che per effetto delle nascite. Nel 2007 erano 735 le moschee censite, con un raddoppio rispetto al 2000. Inoltre, i musulmani sono aumentati negli ultimi anni di 103.000 unità, in gran parte a seguito dei ricongiungimenti familiari.

3 agosto 2011
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