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2018
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Pellegrinaggio ecumenico dalla Terra Promessa alla Terra della Promessa

Partito dalla Polonia, un pellegrinaggio ecumenico organizzato dal Mons. Grzegorz Rys, vescovo di Lodz, ha toccato la Terra Santa pochi giorni fa. Molti partecipanti tra clero e fedeli della Chiesa Cattolica, Ortodossa, Polacco-Cattolica, Evangelico-Ausburga, Evangelico-Riformata, Evangelico-Metodista e Battisti. “Vogliamo andare lì” ha detto detto don Semko Koroza, presidente del ramo di Lodz del Consiglio Ecumenico Polacco “per visitare insieme questi luoghi legati alla nostra fede e per pregare insieme”.

La strada da percorrere per la sua realizzazione è stata lunga. Il 13 aprile di quest’anno, al termine della prima edizione della “Via della Luce” ecumenica, un cammino che ha attraversato le strade di Lodz, nella chiesa evangelico-ausburga di san Matteo, alcuni sacerdoti associati nel ramo di Lodz del Consiglio Ecumenico Polacco insieme a un rappresentante della Chiesa cattolica hanno firmato una lettera indirizzata ai fedeli delle loro chiese che incoraggiava a partecipare al pellegrinaggio.
“Vogliamo invitarvi, care sorelle e fratelli di tutte le Chiese, a questo cammino – non solo spirituale, ma è anche uno sforzo reale” si legge nel messaggio del clero delle chiese cristiane. “Andiamo insieme alla terra del Salvatore per una vera esperienza di ritorno alle origini”, richiama il clero.

“Il nostro pellegrinaggio viene incontro a ciò che noi capiamo oggi dall’ecumenismo” racconta l’arcivescovo organizzatore di questa opera. “Nell’ecumenismo è essenziale che ognuno di noi, indipendentemente dalla confessione a cui appartiene, si avvicini nella sua relazione personale a Gesù. Quanto più torniamo a questo evento, che è l’evento pasquale di Gesù Cristo: la sua incarnazione, il Natale, la morte, la risurrezione e la Pentecoste, quanto più ciascuna delle Chiese approfondisce questi eventi fondamentali della fede, tanto più ci avviciniamo l’uno all’altro”. Ecco perché è nata quest’idea di intraprendere un pellegrinaggio verso le origini della nostra fede. Le iscrizioni al pellegrinaggio, iniziate alla fine di aprile, hanno riscontrato un grande interesse. L’organizzazione del pellegrinaggio è stata affidata al Commissariato di Terra Santa, che è noto in Polonia per la cura verso i pellegrini diretti nella Terra del Salvatore.

Numerosi i momenti di preghiera comune quotidiani previsti a partire dalla Parola di Dio e diversi i luoghi in cui sono avvenuti: Nazareth, Monte Tabor, Cesarea, Cafarnao, al fiume Giordano, al Campo dei Pastori e al cimitero cattolico sul Monte Sion. “Non possiamo celebrare insieme l’Eucaristia, ma possiamo leggere insieme il Vangelo – dice l’arcivescovo Rys – specialmente in quei posti dove gli eventi raccontati nel Vangelo sono successi”.

Ciascuna delle comunità che partecipa al pellegrinaggio avrà tempo per pregare secondo la tradizione della sua confessione, ma ci saranno anche parti comuni. Diversi i luoghi: Nazareth, Monte Tabor, Cana di Galilea, Monte delle Beatitudini, Cafarnao, Betlemme e Gerusalemme sono solo alcuni dei luoghi che pellegrini visiteranno durante questi giorni.
I pellegrini, percorrendo le strette strade della Città Santa, seguiranno le orme del Salvatore che porta la Croce hanno percorso le stazioni della Via Crucis ecumenica. È un riferimento alla tradizione della Via Crucis di Łódź, che per molti anni è stata celebrata ogni Venerdì Santo per le strade della Terra Promessa di Władysław Reymont. Il pellegrinaggio ecumenico di Lodz in Terra Santa è la prima iniziativa dei rappresentanti delle chiese cristiane locali di questo tipo e dimostra che si vuole andare insieme alle sorgenti della fede per attingere la forza necessaria alla costruzione dell’unità nelle loro comunità.

“Confidando in questa fatica, fisica e spirituale, saremo in grado di scoprire tutto ciò che ci unisce, senza evitare e trascurare ciò che ancora ci divide e costituisce un problema. Stare insieme ogni giorno e pregare insieme ci permette infatti di guardare le nostre differenze in modo diverso e ci esortano anche a riflettere su cos’altro possiamo ancora fare per la nostra unità. Siamo convinti che il Signore ci stia chiamando ad intraprendere questo cammino, questo sforzo e questa testimonianza” – riporta la lettera comune del clero.

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