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2018
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Betlemme: la prima domenica di Avvento

Una fine e un inizio hanno segnato il fine settimana a Betlemme. La Basilica della Natività ha accolto i frati francescani venuti da ogni parte del mondo per il IV Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa che, coninsieme ai frati della Custodia,hanno dato il via alle celebrazioni della prima domenica di Avvento.

Il Congresso, terminato venerdì nella sua fase operativa, con la presentazione dei media della Custodia e la lettura del documento conclusivo riassunto nel messaggio finale del Custode Fr. Francesco Patton. Il Custode ha ringraziato i relatorie i Commissari insistendo sui quattro grandi compiti a cui questi ultimi sono chiamati: conoscenza della Terra Santa e invito alla promozione creativa sia dei luoghi sacri che dei drammi che abitano questa Terra, bisognosa di operatori di pace; invito a creare iniziative di preghiera e sensibilizzazione alla pace; l’invito a continuare l’accompagnamento al pellegrinaggio; la promozione della Colletta Pontificia Pro Terra Santa e le altre collette per il sostegno della missione dei Frati Minori e la promozione delle vocazioni alla missione in Terra Santa: “abbiamo bisogno di frati che siano aperti a un contesto interculturale e internazionale, persone disposte a inserirsi in questa trazione centenaria” ha dichiarato il Custode. Fr. Russel Murray, l’Animatore per l’Evangelizzazione dell’Ordine dei Frati Minori ha concluso la sessione delle relazioni di venerdì mattina ponendo l’accento sull’Evangelizzazione, terza parola chiave del Congresso. “Il pellegrinaggio comprende tutte e tre le parole perché chi viene in Terra Santa anzitutto fa memoria di una storia successa in passato che torna ad essere presente, si accoglie e accoglie, perché un pellegrinaggio non può essere fatto in solitudine, ci restituisce l’idea dell’essere un solo corpo in Cristo e queste cose vissute in profondità sono evangelizzazione”.

La fase finale del Congresso si è incrociata con l’inizio delle celebrazioni di Natale e del nuovo anno liturgico. Come da tradizione, il sabato mattina a Gerusalemme, la comunità parrocchiale di San Salvatore tramite le parole del Moukhtar, la persona scelta quale rappresentante,ha ringraziato il Custode e i francescani augurando loro un buon tempo di Avvento. Il Custode nel suo discorso di risposta ha rinnovato l’impegno dei francescani nel sostenere la comunità locale nonostante le difficoltà, guardando sopratutto alle nuove generazioni, e ha invitato i cristiani locali a crescere nella capacità di amare il Signore e testimoniarlo con la vita quotidiana.

Scortati dalla polizia l’automobile del Custode e dei parrocchiani hanno fatto tappa al monastero di Mar Elias davanti al quale Fr. Patton ha salutato il sindaco e il parroco di BeitJala, insieme ad alcuni parrocchiani, per procedere subito dopo verso la Basilica della Natività passando dal checkpoint nei pressi della Tomba di Rachele che viene aperto solo per i tre ingressi solenni tradizionali: prima domenica d’Avvento, Natale ed Epifania.Giunti alla Basilica della Natività, accompagnati da una delegazione degli Scout di Betlemme, si sono succedute le diverse celebrazioni: l’ingresso solenne, preceduto dai saluti alle personalità e ai rappresentantidelle altre confessioni presenti, i primi vespri celebrati dal Custode e l’Ufficio delle letture presieduto dal guardiano del convento francescano di Santa Caterina a Betlemme, Fr. Artemio Vitores.

Un giorno liturgicamente unico da vivere a Betlemme. “Questa celebrazione segna l’inizio di un nuovo anno liturgico”ha detto Fr. Patton durante la celebrazione eucaristica di domenica “un nuovo pellegrinaggio di fede che ci apre all’esperienza della vicinanza e all’amore di Dio attraverso il mistero dell’incarnazione”.L’Avvento è un tempo molto sentito anche dalla popolazione locale che ogni anno accende un grande albero di Natale nella piazza principale, adiacente alla Basilica della Natività. Come dice Fr. Rami Asakrieh, Parroco di Santa Caterina a Betlemme, tutto in città è fatto in preparazione del grande evento del Natale. “Senza la centralità della Chiesa della Natività” ha commentato Fr. Rami “i parrocchiani sarebbero persi, non troverebbero la loro vera identità. Il Natale ha una grande importanza per loro: sociale, umana, nazionale e spirituale sopratutto. Grazie a questo evento, riscoprono la loro dignità di essere figli di questo posto e prendono coraggio per affrontare la vita”.

Giovanni Malaspina

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