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2018
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Dal Santo Sepolcro al Getsemani: Giovedì Santo a Gerusalemme

Nella mattina del Giovedì Santo a Gerusalemme la Basilica del Santo Sepolcro ha accolto frati e fedeli. È stato l’Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino Mons. Pierbattista Pizzaballa a presiedere, davanti all’Edicola, la messa in Coena Domini e la messa crismale, che per ragioni legate al luogo, coincidevano. Nella celebrazione in cui si è ricordata l’istituzione del Sacerdozio e il gesto compiuto da Gesù nell’Ultima Cena della lavanda dei piedi, ogni presbitero ha rinnovato le promesse sacerdotali e sono stati benedetti poi gli oli santi crismali. Ripetendo il gesto di Gesù, Pizzaballa ha lavato i piedi a sei seminaristi del Patriarcato Latino e a sei frati francescani della Custodia di Terra Santa.

Nell’omelia Mons. Pizzaballa ha parlato dell’ultima notte di Gesù, la notte del tradimento e del rinnegamento che divenne poi “preludio della Pasqua”. “Talvolta anche il nostro ministero sacerdotale e i nostri sforzi di pastori sembrano attraversare la notte”, ha affermato Pizzaballa. Davanti a tutto questo, Gesù, che ha accettato le sofferenze, ci viene in aiuto con il suo esempio. Pizzaballa ha dunque incoraggiato l’assemblea: “Non c’è notte che l’amore non possa illuminare, non c’è fallimento che la Croce non possa trasformare, non c’è ferita che la Pasqua non possa trasfigurare!”. La processione dell’Edicola ha fatto poi per tre volte il giro, portando esposto in Santissimo Sacramento.

Nel pomeriggio si è ripetuto un rito che avviene ogni anno come stabilito dallo Status Quo: il custode musulmano della chiavi del Santo Sepolcro va dai frati della Custodia a San Salvatore per dare loro simbolicamente le chiavi del Sepolcro e poi riportarle indietro.
Subito dopo si è svolta una delle più suggestive celebrazioni: la lavanda dei piedi al Cenacolo. Nel luogo riconosciuto come la stanza dove Gesù celebrò l’Ultima Cena con i discepoli e li amò al punto di lavare loro i piedi, il Custode di Terra Santa ha presieduto la liturgia. Tra una folla immensa, si è fatto largo per lavare i piedi a dodici bambini della parrocchia di Gerusalemme che si preparano a ricevere la cresima. Da lì la peregrinazione dei frati è continuata fino a toccare San Giacomo degli Armeni, la Chiesa dei SS. Arcangeli, dove i francescani furono ospiti quando vennero cacciati dai musulmani dal Cenacolo, e poi la Chiesa Siriaco ortodossa di San Marco.

Alle ore 9 si è celebrata solennemente l’Ora Santa di Gesù al Getsemani. Durante l’Ora Santa, i fedeli sono stati invitati a vegliare, pregare e meditare su tre momenti: la predizione di Cristo con il rinnegamento di Pietro e la fuga dei discepoli; l’Agonia di Cristo nel giardino e il suo arresto. Proprio per fare memoria del rinnegamento di Pietro, una processione è partita dal Getsemani fino a raggiungere la Chiesa di San Pietro in Gallicantu. Tanti giovani e gruppi dalla Palestina hanno partecipato con gioia e commozione. Erano tutti in raccoglimento, in attesa di rivivere la Passione di Gesù e poi la sua Resurrezione.

Beatrice Guarrera

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