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2018
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Una conferenza interreligiosa a Gerusalemme sull’enciclica Laudato Si’

Presentare alla società israeliana e palestinese l’enciclica Laudato Si’ e discutere di “ecologia integrale”: questo l’obiettivo della conferenza che si è svolta il 12 marzo al Centro Notre Dame di Gerusalemme. A quasi tre anni dalla pubblicazione della Laudato si’, l’appello del Papa a “ogni persona che abita questo pianeta” contenuto nell’enciclica, è stato il punto di partenza dei relatori, provenienti dalle tre diverse religioni monoteiste, che hanno fornito il loro punto di vista sul tema comune dell’ecologia. All’evento, organizzato dalla commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato della Custodia di Terra Santa, hanno partecipato cristiani, ebrei e musulmani, che hanno seguito con interesse e fatto domande.

Presente anche il Cardinal Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. «Servire lo sviluppo umano integrale comprende numerose sfide, molte delle quali legate a “ecologia integrale” – ha affermato il Cardinale -. Si tratta di esclusione, indifferenza, inequità, mancanza di solidarietà e poi i conflitti che affliggono molti paesi e popolazioni». Sulla scia di quanto affermato da Papa Francesco nella Laudato Si’, Mons. Turkson ha sottolineato che bisogna lavorare per una “conversione ecologica”, che coinvolga non solo i singoli, ma la comunità.

Il rispetto del creato è un concetto sottolineato anche nel Corano, come ha affermato nel proprio intervento il Prof. Mohammed S. Dajani Daoudi, direttore e fondatore del Wasatia Academic Graduate Institute: «Il Sacro Corano, che è considerato da tutti i musulmani come la fonte principale per la dottrina islamica e le sue credenze, afferma che Dio creò l’uomo di terra e che la terra stessa è creazione di Dio conferita dalla grazia del suo creatore all’umanità perché la possa apprezzare. È un diritto e una responsabilità utilizzare e sfruttare la natura che Dio ci ha elargito, e che ci obbliga a proteggerla e a conservarla».

«Il compito ecologico assegnato all’umanità è espresso nel Midrash al libro dell’Ecclesiaste (Kohelet Rabbah 7 Sezione 28)», ha spiegato poi il rabbino David Rosen, direttore internazionale degli Affari Interreligiosi (AJC). Da quel Midrash possono ricavarsi tre lezioni fondamentali: la creazione appartiene a Dio che l’ha creata, l’umanità è in realtà partner di Dio nella Creazione, l’uomo ha la responsabilità di custodire la creazione. Per questo per ripristinare il rapporto con il Divino e l’ambiente, gli ebrei osservano i precetti del riposo del sabato e il rispetto dell'”anno sabbatico”, lasciando ciclicamente la terra incolta per un tempo.

Il Prof. Stefano Zamagni, docente di Economia all’Università di Bologna e Membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, si è soffermato poi sulla missione propria della misericordia in ambito economico: «quella di dare “forma” al mercato, umanizzandolo». «Una società non può progredire sulla via dello sviluppo umano integrale tenendo tra loro disgiunti il codice dell’efficienza e il codice della fraternità», ha detto il Professore.

Le conclusioni della giornata sono state affidate al Cardinal Peter Turkson. Per capire meglio il messaggio della Laudato Si’ il Cardinale ha suggerito di mettere l’accento su sette “C”: in inglese Continuity, Collegiality, Conversation, Care, Convertion, Citizenship and Contemplation (Continuità, Collegialità, Conversazione, Cura, Conversione, Cittadinanza e Contemplazione). Obiettivo dell’uomo è una “conversione ecologica” che porti a una “cittadinanza ecologica”, rispettosa dell’ambiente, per una contemplazione delle meraviglie del creato.

Beatrice Guarrera

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