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2017
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A Betlemme per ricordare i Santi Innocenti

A tre giorni dal Natale la Chiesa Cattolica inserisce la solennità dei Santi Innocenti, una ricorrenza che a primo impatto può apparire in contrasto con la gioia della nascita di Gesù. Eppure non lo è: ne ha parlato in questi termini Fr. Dobromir Jasztal, Vicario custodiale, durante la messa celebrata proprio dove la tradizione colloca la tomba dei Santi Innocenti. È oggi in una delle piccole grotte sotto alla chiesa di Santa Caterina alla Natività a Betlemme e lì, nella cappella di San Giuseppe, ogni 28 dicembre si tiene la messa per la solennità dei Santi Innocenti. Quest’anno erano presenti alcuni frati francescani della Custodia che hanno animato la liturgia, alcune suore, fedeli locali e pellegrini.

Nella ricorrenza si fa memoria dei bambini uccisi per volere da Erode, dopo la nascita di Gesù, per paura di essere spodestato. Durante il massacro di tutti i figli i maschi sotto i due anni, come riportato dal Vangelo di Matteo, San Giuseppe venne avvertito in sogno di scappare in Egitto con Gesù e Maria e il luogo del sogno fu proprio quello in cui si celebra la liturgia.

«Le feste dopo il Natale non disturbano la gioia del Natale, ma ce ne fanno capire il significato», ha detto Fr. Dobromir nell’omelia. Il Vicario ha parlato di tutte le domande che in occasione di questa ricorrenza potremmo porci: Perché Dio salva Gesù e non tutti i bambini di Betlemme? Dio potrebbe aver commesso un’ingiustizia simile? Perché i bambini sono considerati martiri, anche se non hanno fatto nessuna scelta? «La ragione di questa apparente incoerenza di Dio può essere compresa solo attraverso l’evento dell’incarnazione di Gesù», ha affermato Fr. Dobromir.

Il passo importante che allora ognuno deve compiere è uscire dalla logica umana. «In croce Gesù ha dimostrato che lui non annienta gli avversari, ma è lui che risulta vincitore. E non come ci saremmo aspettati noi». Alla morte innocente Dio dà valore proprio, come ha dato valore alla morte di Gesù, spiega Fr. Dobromir. «Siamo capaci di credere in questa logica? Se sì, non avremo difficoltà a considerare Santi Martiri gli Innocenti che celebriamo con questa liturgia».

Beatrice Guarrera

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