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2017
custodia.org

“Siamo qui per voi”, una casa ristrutturata per i cristiani palestinesi

Il progetto della Pontifical Mission e di ATS Pro Terra Sancta, col sostegno dei Cavalieri olandesi del Santo Sepolcro che ha permesso a varie famiglie cristiane di avere una casa rinnovata.

“Voglio ringraziare tantissimo la chiesa, per averci aiutato quando eravamo sotto pressione.“

“Prima questa casa era zero… ora è mille! Se penso alla qualità che ha ora…”

“Grazie mille! Spero che possiate continuare ad aiutare i bisognosi e gli ultimi… grazie”.

Grazie è la parola più frequente sulle labbra e i volti dei cristiani palestinesi coinvolti nell’ultimo progetto della Custodia ATS Pro Terra Sancta insieme alla Pontifical Mission e il sostegno dei Cavalieri olandesi del Santo Sepolcro. Finora, a partire dal 1 settembre, 19 famiglie bisognose della West Bank hanno potuto realizzare dei lavori alla propria casa.

RUDOLPH SAADEH
Coordinatore del progetto – Pontifical Mission Gerusalemme
“Il nostro lavoro consiste nell’aiutare la Chiesa e le sue istituzioni a mettersi al servizio dei propri parrocchiani, i cristiani dell’area di Betlemme. Abbiamo cercato di raggiungere più famiglie possibili, fra Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour, famiglie bisognose che vivono in case che necessitavano dei lavori che i loro abitanti non potevano permettersi, soprattutto i più giovani…”

Ogni famiglia ha la sua storia unica. Per ognuna i lavori hanno significato un piccolo nuovo inizio.

MARGOT QUMSIEH
Cristiana di Beit Jala
“La casa era molto malandata, perché c’era tanta umidità…Ho una figlia malata e avevo tante difficoltà quando dovevo lavarla. Ho fatto domanda per ampliare il bagno e l’hanno fatto! L’hanno allargato e ora non c’è più umidità. Hanno reso la casa più bella… grazie a Dio ora va tutto bene”.

O come la famiglia Imad… in sei sotto lo stesso tetto.

JAMIL ABU IMAD
Cristiano di Beit Jala
“L’acqua in inverno si infiltrava dal soffitto e ci pioveva in testa mentre mangiavamo lì a tavola. Siamo davvero grati a Dio e alla Chiesa! È incredibile la differenza tra com’era prima e com’è adesso. È cambiata di 360 gradi, da così a cosà!”

Dal 1 di settembre le domande sono state accolte e sono iniziate le visite alle case e gli studi delle condizioni per selezionare le più urgenti. Una volta elaborati i progetti, a metà settembre sono iniziati i lavori per risolvere le varie emergenze. Come a casa Awwad, a Betlemme, dove le infiltrazioni di acqua generavano continui black out che compromettevano anche la sicurezza. O come per George e per la sua nuova famiglia appena formata.

GEORGE AL JAMAL
Cristiano di Betlemme
“Il mio matrimonio era fissato per gennaio dell’anno prossimo, ma l’ho dovuto anticipare al mese scorso. La casa non era vivibile, così ho dovuto lavorare giorno e notte, dando il massimo. Questa stanza era completamente vuota, senza pavimento, niente di niente… Abbiamo chiesto al convento latino di darci una mano e, grazie a Dio, ci hanno aiutato e gliene sono immensamente grato.”

Il progetto non ha la presunzione di risolvere la vita delle famiglie coinvolte. Ma si propone di raggiungere un piccolo grande obiettivo.

MUNA SALMAN
ATS Pro Terra Sancta
“È un lavoro complementare al lavoro della Custodia. Siamo qui per dire alle persone che siamo qui per voi, vi aiutiamo a vivere in un ambiente più dignitoso. Questo è il messaggio principale: siamo qui per aiutarvi a vivere in questa città.”

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