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2017
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I parroci della Custodia in riunione sul Monte Tabor

Due giorni per lavorare per le parrocchie della Terra Santa e condividere le proprie esperienze come pastori. I parroci della Custodia di Terra Santa si sono riuniti a fine ottobre nel convento del Monte Tabor in Galilea, come previsto dal programma triennale per la formazione permanente in supporto ai parroci. Gli incontri si sono svolti su iniziativa del Moderatore per la formazione permanente della Custodia di Terra Santa Fr. Marcelo Cichinelli e del Segretario per l’evangelizzazione missionaria della Custodia Fr. Abdel Masih Fahim, anche coordinatore dei parroci. Sono stati due giorni intensi che hanno visto la partecipazione del Vicario della Custodia di Terra Santa Fr. Dobromir Jasztal e del Custode di Terra Santa Fr. Francesco Patton.

Si è discusso del programma pastorale della diocesi, come l’apostolato per la famiglia e come attirare famiglie per evangelizzare in parrocchia. «L’attività del Parroco deve coprire i campi di Curare, Santificare e Insegnare – ha detto Fr. Abdel Masih Fahim -. Per queste giornate abbiamo scelto di approfondire l’aspetto di “Curare”. Il Parroco, infatti, non è semplicemente Sacerdote ma è anche Pastore che deve interessarsi di tutti: piccoli e grandi, poveri e ricchi, sani e ammalati, famiglie in crisi».

Padre Dobromir ha ricordato la legislazione dell’ordine e della Chiesa per il ruolo del parroco e quindi ha affrontato la questione dal punto di vista del diritto canonico e delle costituzioni generali dell’ordine. C’è stata poi una Lectio divina attraverso la rilettura di un brano del Vangelo di Giovanni.
Fr. Patton, durante il secondo giorno degli incontri, ha parlato della relazione tra l’essere frate francescano e l’essere parroco nel contesto di una fraternità. Va ricordato, infatti, che la missione della parrocchia è affidata a una provincia dell’ordine, la provincia la affida a una fraternità specifica e il parroco è uno dei frati che ha un ruolo specifico. Il Custode ha parlato del ruolo del parroco in relazione alla sua vita di preghiera, in relazione alla partecipazione alla sua vita francescana e dello spirito francescano di guidare una parrocchia.

Un momento importante è stata l’eucarestia presieduta dal Custode, in cui si è pregato per l’evangelizzazione dei popoli e per coloro che sono stati inviati tra i popoli ad annunciare il Vangelo, come si considera la Custodia in questi 800 anni di vita.
Tanti i temi affrontati, come afferma Fr. Marcelo Cichinelli: «Pastorale, giovani, come aiutare le persone a tornare ai sacramenti, come migliorare la catechesi per i bambini, come rendere incisiva la partecipazione delle famiglie alla messa domenicale, come coinvolgere laici e religiosi in modo che la parrocchia continui a essere il centro evangelizzatrice della chiesa».
Grande comunione ha unito i partecipanti quando è arrivato il momento di condivisione della propria personale esperienza in parrocchia. «Lo zelo dei partecipanti e il loro confronto tra le sfide nei diversi luoghi sono degli da cui possiamo imparare l’uno dell’altro, perché ogni parrocchia ha le sue caratteristiche», ha detto Fr. Abdel Masih Fahim.

Fr. Abdel Masih Famih è anche parroco della parrocchia di Ramleh e per questo ha trovato utile incontrare gli altri parroci: «Personalmente sono stato molto lieto di incontrare i miei confratelli, vivere insieme due giorni e ascoltare le esperienze di tutti. In modo speciale ho apprezzato gli argomenti che sono stati presentati dal Padre Custode e Padre Vicario Custodiale».
Ramleh ha una parrocchia piccola di 1400 fedeli di rito latino, che convivono in un contesto di 4000 cristiani totali, 16.000 musulmani e 53.000 ebrei. «Svolgiamo la nostra attività specialmente con i bambini e i giovani – spiega Fr. Abdel – . Qui ho visto come vivono in pace insieme senza problemi politici grandi. Questo non significa che non ci siano delle sfide, specialmente con i bambini e i giovani che frequentano le scuole governative e non conoscono bene l’arabo». Quale Bibbia devono leggere questi bambini? E a quale Messa devono partecipare? Sono solo alcune delle domande che si pone il parroco di Ramleh e non è il solo. I parroci della Custodia di Terra Santa continuano a lavorare giorno dopo giorno, anno dopo anno, per servire le parrocchie con attenzione, carità e premura. Per non lasciare mai nessuna pecora perduta.

Beatrice Guarrera

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