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2017
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Il Mercoledì Santo dal Getsemani al Santo Sepolcro

Il viola degli abiti dei sacerdoti parla della quaresima, l’attesa della Pasqua che si fa sempre più vicina, mentre dall’alto dell’abside Gesù prega da solo e soffre. Il giorno prima del triduo pasquale si è ripercorso lo stesso cammino di Cristo che per arrivare alla resurrezione passò per la passione. Con attenzione e raccoglimento, frati e fedeli hanno ascoltato il canto della passione di Gesù nella Chiesa dell’Agonia al Getsemani. Tre voci hanno intonato in latino il Vangelo di Luca davanti alla variegata assemblea che ha partecipato alla celebrazione eucaristica del 12 aprile mattina. Le ultime ore della vita di Gesù, la cena con i discepoli, il tradimento di Giuda, la preghiera al Padre sul Monte degli Ulivi, fino alla flagellazione e alla crocifissione.
Ha presieduto la messa il vicario della Custodia Fr. Dobromir Jasztal. Molte le suore delle comunità religiose presenti, ma anche diversi pellegrini. Un francese di nome Jean-Baptiste racconta, per esempio, di essere andato a piedi dal sud della Francia fino ad Atene, per poi prendere un aereo per raggiungere Gerusalemme: vivere la Pasqua nei luoghi santi è qualcosa di nuovo per lui.

Dopo un piccolo buffet di dolci e cioccolata calda, i frati della Custodia si sono diretti in processione al Santo Sepolcro per il rito della venerazione della colonna della flagellazione. Nella Cappella dell’Apparizione un inno sacro è risuonato, letto sui libretti macchiati di cera delle candele, passati di mano in mano ai fedeli. Pensando ai tormenti di Cristo che legato a quella colonna fu flagellato, in silenzio, tutti si sono messi in fila per baciare la colonna come segno di venerazione.
Aldina è una suora pellegrina salesiana del Portogallo: «Non mi aspettavo di essere oggi qui ed è una grazia davvero grande per me. Seguirò tutti gli eventi della Pasqua insieme alle altre 18 sorelle salesiane che sono con me». «Sono qui in Terra Santa per un pellegrinaggio di un mese – spiega Gladis, una donna peruviana che è appena uscita dalla cappella dell’Apparizione – . È come incontrare la mia anima e la radice da cui discendo: voglio cercare di capire la passione di Gesù, per avvicinarmi a lui».

Beatrice Guarrera

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