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2017
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La Tomba di Gesù: l’inaugurazione non segnerà la fine dei lavori

Mancano soltanto quattro giorni alla celebrazione ecumenica per il completamento dei lavori di conservazione, restauro e riabilitazione della tomba di Gesù e nella basilica della Resurrezione risuona il rumore delle macchine aspirapolvere. Giorno e notte le squadre della professoressa Moropoulou si adoperano per ultimare i lavori all’Edicola e negli spazi ad essa attigui.

Tutto deve essere pronto per mercoledì alle 10 del mattino quando le Chiese, riunite solennemente in preghiera, contempleranno i risultati dei dieci intensi mesi di lavoro.

Nelle prime file dell’assemblea, siederanno i rappresentanti delle tre Chiese firmatarie dell’accordo che ha consentito l’avvio dei lavori: S.B. Theophilos III, Patriarca greco-ortodosso, Fr. Francesco Patton, Custode di Terra Santa, S.B. Nourhan Manougian, Patriarca armeno apostolico. Accanto a loro, Mons. Perbattista Pizzaballa, oggi Amministratore Apostolico del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, che firmò l’accordo mentre era ancora Custode di Terra Santa.

Saranno presenti anche tutti gli Ausiliari patriarcali delle Chiese del Santo Sepolcro, Copti, Siriaci e Etiopi oltre ai rappresentanti delle altre confessioni cristiane di Terra Santa. Alla celebrazione, è prevista la presenza di ospiti illustri: primo tra tutti, il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.

L’ultima volta che si recò a Gerusalemme, avvenne nel 2014 durante il pellegrinaggio di papa Francesco, quando, dopo 50 anni, seguì le orme del suo predecessore Atenagora. La sua presenza in questo luogo e in questo giorno, indica lo slancio ecumenico che le Chiese hanno saputo vivere in occasione di questi lavori.
Si mormora che anche la Santa Sede invierà un rappresentante di alto rango.

È risaputo che Roma segue attentamente i progressi ecumenici in questo territorio e, in particolare, gli avvenimenti accaduti in questi ultimi anni in Medio Oriente.

Trattandosi di Gerusalemme, un comunicato diffuso questo sabato dalla Custodia ha annunciato che il Papa ha fatto un’importante donazione per i lavori al Santo Sepolcro e alla Natività, accordando la somma di un milione di dollari per i due cantieri. Il comunicato della Custodia di Terra Santa precisa che la somma di 500mila dollari attribuita al cantiere del Santo Sepolcro è destinata ai prossimi lavori.

Alla vigilia del giorno in cui si vedrà finalmente l’Edicola liberata dalle sue «stampelle», verrà annunciata la conferma che le Chiese stanno definendo un accordo che consentirà di iniziare la seconda fase di lavori, richiesta dalla professoressa Moropoulou per assicurarne la continuità dei lavori svolti fino ad ora.

L’Edicola, che conserva come uno scrigno ciò che rimane della tomba di Cristo, è stata consolidata, riparata, stabilizzata, ripulita, ma le cause della sua fragilità non sono state del tutto eliminate, in particolare, la questione dell’umidità cronica.

Si sa che la città di Gerusalemme è letteralmente costruita sulla roccia. Ciò che spesso invece si ignora è che a Gerusalemme piove quanto a Londra. Queste acque, una volta raggiunto il livello della roccia, non potendo scorrere rimangono stagnanti, oppure risalgono per capillarità o evaporano generando un forte tasso di umidità nelle abitazioni della città, compresa la Basilica. A questo vanno aggiunte le sacche d’acqua createsi nel sottosuolo dell’edificio, causate sia dai resti di costruzioni precedenti, sia dalla distruzione delle vecchie canalizzazioni. Sono così riassunte tutte le cause perché, nonostante i lavori realizzati sull’Edicola, l’acqua e l’umidità proseguono il loro lento, ma sicuro lavoro di erosione.

Intanto, mercoledì 22 Marzo, alle ore 10 del mattino, i privilegiati invitati non diserteranno questo momento di gioia. Forse non tutti ameranno lo stile barocco ottomano in cui è stato costruito l’edificio, ma si certamente potranno ammirare il risultato dei lavori.

Al centro della rotonda color grigio, l’Edicola s’innalza fiera, senza le lampade a olio e le altre decorazioni delle Chiese (che saranno rimesse in futuro), con la freschezza di un neonato. Bisogna ammettere che il cambiamento è stupefacente e vale la pena fare una visita. Le foto lo testimonieranno presto ma, per il momento, le impalcature intorno al sito non sono ancora state rimosse.

Ancora quattro giorni; sale la tensione tra le squadre che si alternano, aumenta l’ansia febbrile dei fotografi desiderosi di scattare le foto più belle. Seguiranno ulteriori sviluppi.

Marie-Armelle Beaulieu
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Sul finanziamento dei lavori

I lavori sono stati conclusi sulla base di un preventivo stimato attorno ai 3,5 milioni di dollari. Fino a oggi, non è stato rivelato alla stampa se questa somma sia stata superata o meno.
I lavori sono stati finanziati dalle tre principali confessioni cristiane del Santo Sepolcro: i Greci ortodossi, i Francescani e gli Armeni. Alla loro partecipazione si sono aggiunti alcuni finanziamenti pubblici del Governo greco e di benefattori privati. Il Fondo mondiale per i monumenti (World Monuments Fund, WMF) ha avuto un ruolo preponderante nella raccolta dei fondi necessari.
Nella Regione, Re Abdallah II di Giordania ha fatto una “makruma”, una donazione regale di beneficenza. Anche l’Autorità palestinese non volendo essere da meno, ha partecipato all’impresa.
Per la nuova fase dei lavori è stato stimato, fin d’ora, una spesa di sei milioni di dollari.
Consisterà nel togliere tutta la pavimentazione attorno all’edicola, rifare tutte le canalizzazioni, restaurare tutte le pietre del pavimento, o sostituirle con altre di identico stile, consolidare le fondazioni dell’Edicola, garantendo la stabilità sismica dell’insieme. Verosimilmente, questo lavoro dovrebbe essere anche l’occasione per nuovi scavi archeologici, in continuità con gli scavi realizzati da padre Virgilio Corbo ofm negli anni 1960.
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La Santa Sede offre un contributo per i restauri del Santo Sepolcro e della Natività

L’Edicola del Santo Sepolcro senza “stampelle”

Ho visto la tomba del Cristo vivente

Presentazione relazioni per la prosecuzione del progetto di restaurodell’Edicola

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