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2016
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I bambini di Aleppo in preghiera per il loro Paese

Pubblichiamo questo articolo, ricevuto direttamente dalla Parrocchia di San Francesco di Aleppo, corredato dalle foto che testimoniano come il parroco Fr. Ibrahim Sabbagh, sia stato il primo a rispondere all’appello lanciato lo scorso 27 Novembre dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori e dal Custode di Terra Santa, Fr. Francesco Patton. Un invito a pregare per la pace in Siria, soprattutto, per la città di Aleppo. (Vedi: Bambini in preghiera per la pace: lettera del Ministro Generale e Custode di Terra Santa).

Mentre fuori i bombardamenti e il lancio di razzi infuriavano, nella nostra chiesa parrocchiale, più di cento bambini recitavano la preghiera di San Francesco: “Signore, fammi strumento della tua pace”, sventolando bandiere bianche con scritto “pace per Aleppo”.

La scintilla di questa iniziativa “Bambini in preghiera per la pace” è piaciuta subito al Custode di terra Santa, Padre Francesco Patton, che l’ha trasformata in un invito rivolto, dalla Custodia di Terra Santa e dall’Ordine dei Frati Minori, alle Comunità religiose di tutto il mondo ed a tutte le persone di buona volontà ad organizzare, la prima domenica di ogni mese, momenti di preghiera per la pace.

Lo scopo è d’intensificare gli sforzi per far cessare la guerra e le sofferenze della popolazione, della quale le persone più vulnerabili sono i bambini. Alcuni di loro non conoscono altra vita che la guerra. Altri sono nati sotto le bombe. Subiscono un’enorme pressione psicologica, patiscono la malnutrizione, la mancanza di acqua, di elettricità, di cure mediche adeguate, soffrono il freddo e la fame. Sui loro volti difficilmente appare il sorriso e la sofferenza traspare dai loro occhi colmi di spavento. Da anni vivono nell’angoscia. Si svegliano con il rumore di esplosioni e bombardamenti, dei razzi lanciati in risposta che non si sa mai dove cadranno. Tutto ciò sempre a discapito di della popolazione civile, senza distinzione alcuna.

All’inizio dell’Eucaristia, i bambini hanno portato sull’altare una candela –segno della nostra comunione con tutte le persone del mondo strette a noi nella preghiera per la pace–.

Durante la processione dell’offertorio, i bambini hanno presentato al Signore tutta la loro sofferenza espressa sotto forma di simboli. Deponendoli sull’altare, hanno chiesto a Gesù di trasformare in speranza il loro dolore e la loro tristezza.

Giochi, palloni e farfalle: ecco i simboli della loro infanzia, della loro innocenza, ma anche le cose più care che possiedono. Le hanno offerte al Signore nel bel mezzo della guerra, della distruzione e della violenza.

Dai resti di un razzo hanno ricavato un vaso riempito di fiori. È il simbolo del loro dolore, causato dalla perdita di parenti e amici durante la guerra, della loro paura per i razzi che minacciano la loro vita e quella dei loro familiari. È il simbolo di un dolore trasformato in un’offerta al Signore; il simbolo di un perdono che nasce da cuori colmi di Spirito Santo.

Su uno sfondo rosso, illuminato dalle candele, hanno scritto il nome di Aleppo, la città amata dilaniata dalla guerra, dalla quale gran parte della popolazione è sfollata. Un globo su cui vola una colomba rappresenta le loro preghiere per la pace in Siria e in tutto il mondo. La pace la cui assenza è per loro causa di tante sofferenze.
Accanto all’altare un pannello sul quale è stata disegnata una mano insanguinata con la scritta: “Fermate la guerra”.
A conclusione della celebrazione, le bambine hanno mimato un canto per elevare le loro preghiere verso Dio:
“Che il Signore dia pace al nostro Paese e a ogni persona nel mondo.
Solo Tu, Signore , puoi colmare il mondo di pace.
Pace, pace ovunque, per la gente di Dio.
Qualunque siano i dolori che sorgono.
Il Tuo Nome resta, Signore, come una scintilla di speranza e di pace.
Pace, pace ovunque per la gente di Dio.
Da Aleppo, sorgente dei dolori, un grido di speranza e di fede
Vogliamo vivere la carità e diffondere la pace nel mondo.
Pace, pace ovunque, per il popolo di Dio”.

Durante la messa, tutti i canti parlavano di pace: un vero appello alla pace.

Con i bambini, noi cerchiamo di essere gli ambasciatori del perdono. Un atteggiamento che Gesù ci ha insegnato con il suo esempio. Lui che ha perdonato ai suoi uccisori. Ogni volta che ci riuniamo, preghiamo anche per coloro che colpiscono e uccidono. Ma il perdono da solo non basta. La giustizia e il dialogo sono altrettanto importanti, ma quando tutto ciò che sembra possibile fare fallisce, solo la preghiera diventa efficace e deve essere la nostra unica arma.

La domenica con i bambini abbiamo invocato lo Spirito di Dio sui responsabili delle Nazioni per la pace non soltanto in Siria, ma nel mondo intero. Siamo convinti che il Signore ascolta il grido di chi è “piccolo” e la preghiera del “piccolo” nel mondo diventerà un’occasione di riflessione e di conversione anche per il “grande”.

Per la prima volta abbiamo potuto filmare in diretta questa Messa sulla nostra pagina parrocchiale.
Ringraziamo tutte le persone che si sono unite alla nostra preghiera domenica 4 Dicembre e tutto coloro che hanno condiviso le loro iniziative sulla nostra pagina “Children in prayer for peace”:https://www.facebook.com/st.francis.parish.aleppo/
Vi invitiamo ad unirvi a noi la prima domenica del mese prossimo: il I Gennaio 2017 – Giornata mondiale per la pace.

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