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2016
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Conoscete i beni culturali? Nel cuore del mondo (2/3)

Una lente d’ingrandimento, un libro sui marchi, un esperto in oreficeria sacra. Tutto questo si poteva trovare nell’Aprile 2016 a San Salvatore. Giovanni Boraccesi, esperto in argenteria religiosa, ha trascorso dieci giorni ad analizzare gli oggetti liturgici della Custodia. «La maggior parte non era mai stata studiata. Posso aggiungere alcune informazioni, anche se ci vorrebbe un’intera vita per studiare tutti i marchi!» ci spiega.
«I marchi permettono di conoscere la loro origine, l’artista e la corporazione di cui faceva parte. A volte sono accompagnati dall’anno e da una dedica». Quando non c’è il marchio, lo stile dell’oggetto consente di riconoscerne la provenienza e l’epoca, come questo corallo su bronzo, tipico di Trapani in Sicilia. Evidentemente, bisogna essere un esperto.

Per gli abiti liturgici, Maria Pia Pettinau Vescina è venuta due volte per studiare alcune stoffe. Inoltre è in corso un progetto di catalogazione dedicato a ricami, tessuti e dentella che, per qualità e conservazione, fanno la felicità degli specialisti.

Oltre il valore intrinseco, gli oggetti realizzati nei vari Paesi europei testimoniano l’importanza della Città Santa e del cristianesimo nella storia. «Gli interessi del mondo intero convergono su Gerusalemme e il nostro patrimonio ne è la prova», sottolinea Fra Stéphane. Spesso le opere riportano lo stemma della famiglia donatrice, oltre a segni che identificano il destinatario, come la croce di Gerusalemme. Gli oggetti rappresentano stili artistici e differenti luoghi di provenienza. Ciò attira l’attenzione dei Musei di tutto il mondo.

«Per conto della Custodia, l’Ufficio dei Beni Culturali gestisce anche le mostre», spiega Fra Stéphane.
Tutto è iniziato con l’esposizione del Museo di Versailles nel 2013 (1). «Grazie all’inventario, abbiamo potuto collaborare attivamente a questa iniziativa museale, che ha permesso di farci conoscere. Adesso, abbiamo sempre più richieste. Anche queste mostre sono state uno strumento efficace per far conoscere il lavoro dei Francescani in Terra Santa». Tra le mostre esposte citiamo « L’arte di Francesco » a Firenze (2) e « Il barocco del Santo sepolcro », organizzata a Lugano dalla Galleria Canesso (3). I proventi di questa mostra hanno finanziato il restauro del quadro della Resurrezione di Cristo di Paolo de Matteis, affisso sull’Edicola del Santo Sepolcro (cf. il nostro articolo http://it.custodia.org/default.asp?id=4&ricerca=De+Matteis&id_n=28016 ).

«L’Ufficio Beni Culturali non dispone di un budget poiché, le offerte ricevute dalla Custodia, sono destinate alle “Pietre vive”, cioè i cristiani locali. È pur vero che, collaborando con alcuni Musei, beneficiamo della competenza di persone esperte, che restaurano gli oggetti prestati prima di esporli e pubblicarli sul catalogo della mostra. Ciò permette di avere pubblicazioni sui nostri beni, beneficiando di restauri gratuiti. Grazie alla conservazione del patrimonio, gli esperti sono generosi nel donare alla Custodia il loro patrimonio intellettuale».
Con questa soluzione, lo spirito di povertà francescano è salvo: i Frati non spendono somme enormi, ma si prendono cura e restaurano, poco alla volta, il patrimonio della Custodia.

Sono esperti provenienti dal mondo intero che si avvicendano a San Salvatore per studiare o restaurare le opere.
Un capitello della Basilica crociata di Nazareth è in restauro per essere esposto al Metropolitan Museum di New York (4). Una mostra sul mondo Arabo cristiano è in allestimento per L’Istituto del Mondo Arabo a Parigi.
Consapevole dell’importanza di queste relazioni con i Musei, la Custodia ha inviato uno dei suoi Frati, Fra Haroutioun, a studiare Museografia a New York.

Gli oggetti liturgici, arrivati dal mondo intero a Gerusalemme e nei Luoghi Santi, viaggiano ora verso vari punti del globo per testimoniare un’arte rivolta verso Dio. Per il resto del tempo, il loro ruolo è quello di abbellire i Santuari.

(1) « Tesoro del Santo Sepolcro, Regali delle corti europee a Gerusalemme ». Castello di Versailles e Casa di Chateaubriand de Châtenay-Malabry.16 aprile – 14 luglio 2013
(2) “L’arte di Francesco. Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo”. Firenze, Galleria dell’Accademia. 31 marzo – 11 ottobre 2015
(3) “Barocco dal Santo Sepolcro. L’immagine di Gerusalemme nelle Prealpi”. Lugano, Galleria Canesso. 11 aprile – 1 giugno 2014
(4) “Jerusalem 1000-1400: Every people under heaven”. New York, The Metropolitan Museum of Art. 20 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

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