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2016
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Come Sant’Antonio, irrigare il deserto dell’indifferenza con l’acqua della Misericordia

Sant’Antonio da Padova, dal 1920 patrono della Custodia di Terra Santa, è festeggiato con solennità e fervore il 13 Giugno di ogni anno, data della sua morte.

Le festività sono iniziate domenica 12 Giugno con l’Ufficio dei Vespri. Circa sessanta francescani erano presenti per celebrare con devozione il loro Santo Patrono.
In una breve omelia, il Custode ha spiegato come Antonio da Padova sia stato un Apostolo della Misericordia. Riferendosi alle omelie predicate dal Santo, Fra Francesco Patton ha concluso invitando i fedeli ad accogliere le sue predicazioni per imparare a: «Irrigare il deserto dell’indifferenza con l’acqua della Misericordia».

Al termine dell’Ufficio, i partecipanti hanno venerato le reliquie del Santo e ricevuto dalla mani del Custode il pane di Sant’Antonio. Con questo gesto, si ricorda la generosità e la bontà di un santo che nutriva i più poveri. Frati e fedeli si sono scambiati gioiosi « auguri », « joyeuses fêtes » o, ancora, « happy feast »: è il momento della festa!

L’indomani, la chiesa di San Salvatore, sontuosamente ornata accoglieva, oltre i frati e la comunità parrocchiale, i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane di Gerusalemme, le rappresentanze consolari e le autorità civili.
Rispondendo all’invito tradizionale del Custode, la loro presenza testimonia l’attaccamento a questo Santo, uno dei più venerati e amati nella Chiesa.

Prima della celebrazione, presso alcune famiglie cristiane, c’è la tradizione di consacrare un bambino al Santo, per una grazia ricevuta. Birichini, questi bambini vestiti da Sant’Antonio che hanno saputo farsi notare.

Nell’omelia, il Custode ha invitato i fedeli a prendere Sant’Antonio di Padova come modello affinché li accompagni attraverso le prove della vita.
Padre Francesco Patton ha concluso la sua predica con uno stralcio preso dal Sermone pronunciato da Sant’Antonio la tredicesima domenica dopo Pentecoste.
Una bella preghiera in cui l’amore è onnipresente: «Ti preghiamo, Signore Gesù, che tu ci leghi con l’amore verso di te e verso il prossimo in modo tale, da riuscire ad amarti “con tutto il cuore”, cioè così profondamente da non essere mai distolti dal tuo amore».

La messa solenne si è conclusa sulle note dell’inno della Custodia di Terra Santa, Super Muros Tuos Jerusalem, intonata dalla Corale della Custodia.
All’uscita della celebrazione, l’assemblea è stata invitata ad un rinfresco allestito nella Curia.

Le festività si sono concluse con l’Ufficio dei Vespri, celebrato dal Guardiano di San Salvatore, padre Stéphane. Accompagnata dalle voci dei frati, l’assemblea ha potuto venerare un’ultima volta, le reliquie del Santo esposte per quest’occasione così speciale.

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