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2016
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L’Ascensione: l’invio in missione del Cristo vivente


Mercoledì 4 Maggio, i Francescani hanno celebrato i Primi Vespri dell’Ascensione nel luogo stesso in cui la tradizione commemora l’ascesa di Gesù al Cielo.

La piccola cappella dell’Ascensione, oggi moschea, sorge sulla cima al Monte degli Ulivi. Anche se la proprietà fa parte di una moschea appartenente al « waqf », cioè di diritto islamico, il giorno dell’Ascensione i cristiani possono entrare e commemorarne la liturgia.

Mercoledì pomeriggio, i Francescani, accompagnati da pellegrini e religiosi di varie comunità, hanno recitato i Vespri, cantando in processione attorno all’edicola. Il Vicario custodiale, Fra Dobromir Jazstal ha presieduto le celebrazioni.


Mentre all’esterno e all’ingresso del cortile si pregava, alcuni frati celebravano nell’edicola sotto la piccola cupola presso la pietra in cui la tradizione scorge l’impronta dei piedi di Gesù. Dopo la Compieta, la maggioranza dei frati è rientrata in convento, mentre alcuni sono rimasti sul posto per la vigilia.

Calata la sera, si è svolta la celebrazione della vigilia. Una piccola assemblea di frati e pellegrini aspettavano l’inizio della cerimonia. Nel frattempo, altri frati insieme al cerimoniere, erano indaffarati per gli ultimi preparativi.

Il Vicario custodiale ha celebrato la preghiera nell’Edicola, accanto alla roccia con l’impronta, alla luce delle candele. Concluso l’Ufficio delle letture, i fedeli della Galilea hanno occupato lo spazio ottagonale, aspettando in piccoli gruppi la Messa celebrata per loro.


Alcuni altari sono stati allestiti negli spazi accanto alla porta del Santuario per celebrare le Messe che si sono susseguite per tutta la notte. Celebrate da sacerdoti venuti dalle Parrocchie o da diverse Comunità religiose, la festa è stata commemorata in varie lingue. Secondo la tradizione, dopo la messa delle ore 8,00 celebrata in lingua araba per la Parrocchia di Gerusalemme, alle 9,30 i Francescani hanno concluso il ciclo di preghiera con l’Eucaristia presieduta dal Vicario custodiale.

La Messa dell’Ascensione si è conclusa, ma per Fra Oscar Omari, ofm, non è che l’inizio. « Oggi Cristo invia i suoi discepoli in missione per annunciare la Buona Novella al mondo intero. Sono i testimoni di quanto hanno visto e ascoltato dal Maestro. Anche noi condividiamo la missione dei discepoli: far conoscere il Cristo vivente, condividere la Sua gloria e la Sua gioia. Quale insegnamento pratico ne consegue per noi? In due parole: l’amore e la misericordia. Cristo ci ha liberati e siamo chiamati a liberare noi stessi per poter liberare gli altri ».


Per Katarina, una signora slovacca venuta in pellegrinaggio con sua figlia, questa è un’occasione per consolidare la sua fede. « C’è un sentimento particolare in questo luogo e ovunque in Terra Santa. Cerchiamo di rivivere, con la nostra presenza qui, gli avvenimenti accaduti sul Monte degli Olivi. Al mio ritorno a casa, in Slovacchia, irrobustita nella mia fede, sarà vivo in me il ricordo: « Sono stata in Terra Santa il giorno dell’Ascensione, nella cappella in cui Cristo è salito al cielo. Cosa c’è di più bello per rinnovarmi nel Cristo? ».

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