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2016
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Venerdì Santo: O croce, salvezza del mondo

In cima al Calvario non c’è più la folla che spingeva come quel venerdì divenuto per noi santo.
Quando Gesù agonizzava sulla croce, non c’era che il buon Ladrone a credere che Gesù stava ritornando nel Suo Regno. Mentre i sodati romani pensavano di togliergli la vita, Lui, Gesù, la offriva per la salvezza del mondo.
È questa salvezza che una folla di fedeli, numerosa tanto da poter essere contenuta in uno spazio così minuto, è venuta a contemplare e a rendere grazie, meditando le indicibili sofferenze patite da Cristo per diportarci in vita.

Al Santo Sepolcro, la celebrazione della Passione, presieduta dal Patriarca di Gerusalemme, ha inaugurato questa mattina le solennità del Venerdì Santo. A porte chiuse, per preservare il silenzio, la liturgia è stata celebrata con intensa solennità. Tra i momenti più forti, dopo la lettura della Passione, la Venerazione della vera Croce. Poi, mentre il Patriarca e i sacerdoti si sono assentati dal Calvario per prendere il Santissimo Sacramento nella Tomba dove era stato riposto dalla vigilia, i numerosi pellegrini si sono avvicinati alla santa reliquia, in ginocchio, commossi e silenziosi.

Dopo l’Eucarestia e la benedizione, il Patriarca ha riportato la vera Croce nella Cappella dell’Apparizione di Gesù a sua Madre.

Alla riapertura della porta della Basilica, molti turisti hanno scattato fotografie per immortalare l’uscita della processione.

Riaccompagnato il Patriarca alla sede del Patriarcato, i Francescani si sono preparati per la Via Crucis.

La Via Crucis percorsa nelle stradine della Città Vecchia

Già la mattina presto, numerosi gruppi di pellegrini, di ogni nazionalità, avevano celebrato il Venerdì Santo pregando a ogni Stazione della Via Crucis.
Alle 10,00, nel cortile della Scuola musulmana El-Omariye, centinaia di persone aspettavano ammassate in attesa di seguire il corteo dei francescani.

Prima dell’inizio della Via Crucis della Parrocchia, i Francescani erano riuniti nel cortile, dove la tradizione colloca il pretorio in cui Ponzio Pilato interrogò e pronunciò la sentenza di morte di Gesù Cristo.

Con l’arrivo del Custode di Terra Santa, è iniziata la meditazione sulla Prima Stazione, in italiano e in inglese. La Via Crucis procede sui passi di Gesù. Non appena i Francescani sono partiti, la folla si accoda per partecipare a ogni preghiera. Alternando canti e preghiere in varie lingue, la processione prosegue, lenta e pia, risuonando tra gli stretti passaggi della Via dolorosa, nel cuore di Gerusalemme.

Dietro i Frati, si muove un primo corteo, composto da giovani scout e i loro capi che sventolano bandiere, cantando a squarciagola. Altri scout scortano i portatori della croce parrocchiale di San Salvatore, seguiti dai parrocchiani che pregano in arabo, con fervore e passione, insieme a molti pellegrini, i tutti sorvegliati da militari.

La Via Crucis si è conclusa al Santo Sepolcro e la folla, poco a poco, si è diradata.

In Parrocchia

A partire dalle quattro, nella chiesa di San Salvatore, è iniziata la Messa parrocchiale. La chiesa era molto affollata. Centinaia di fedeli di lingua araba si sono riuniti per la cerimonia presieduta dal Parroco di Gerusalemme, Fra Feras Hejazin.
La Passione è stata recitata dalla Corale parrocchiale. I fedeli si sono poi inginocchiati davanti alla croce. È servita un’ora affinché tutti i parrocchiani potessero baciare il Crocifisso.
Il corpo di Gesù è stato poi schiodato e calato dalla croce (secondo gli avvenimenti della Passione), per essere deposto su una barella e unto con olio santo.
Seguendo il corteo funebre, è iniziata una processione popolare, accompagnata dal suono delle cornamuse e dai canti della Corale. I fedeli si sono recati fino a Porta Nuova, poi sono ritornati a San Salvatore percorrendo le strade di Gerusalemme. I partecipanti alla celebrazione si sono avvicinati al corpo di Gesù, tolto dalla croce, per ricevere l’olio santo.

I funerali di Cristo al Santo Sepolcro

Rimpiangendo il minor afflusso di pellegrini che nei giorni scorsi visitavano la città, questo venerdì, la Basilica del Santo Sepolcro non sembrava abbastanza capiente da contenere la folla accalcata per i Funerali del Cristo.
« Questa è una celebrazione tipica, del posto, che i cristiani palestinesi amano particolarmente. Infatti, la predicazione è in arabo ». Fra Jad spiega così la preponderante presenza dei cristiani locali.
A loro si sono uniti numerosi lavoratori immigrati, Filippini e Indiani, la cui devozione è così straripante da dover essere placata. Se le prime stazioni contenevano la folla, grazie all’architettura del deambulatorio, dalla pietra dell’unzione alla tomba, è stato davvero difficile per i quattro sacerdoti – che portavano la statua del corpo di Cristo – aprirsi un cammino. Ma il Custode aveva dato questa consegna: « Lasciate che la gente si avvicini ». E si sono avvicinati. Nel silenzio del Golgota, si sentiva piangere durante lo svolgimento della cerimonia. Sempre così impressionante.
Poi, il corpo del Signore è stato deposto nella tomba. A ogni stazione, la lettura dei Vangeli ritmava lo svolgimento della liturgia. Il Custode ha pregato nella tomba e, dopo che è uscito, le porte sono state chiuse.
La folla, commossa e gioiosa, si è ammassata per ricevere gli unguenti. Davanti alla Basilica, molti pellegrini rimangono sul posto, sono già in attesa della Resurrezione. Qui a Gerusalemme.

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