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2016
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Il profumo di Pasqua viene da Betania

« Sei giorni prima della Pasqua, Gesù venne QUI a Betania ».
Così inizia il Vangelo letto lunedì 21 Marzo durante la Messa celebrata nel Santuario francescano di Betania (Gv 12, 1-11). Istituita l’anno scorso, questa liturgia del Lunedì Santo intende commemorare la lavanda dei piedi di Gesù fatta da Maria, sorella di Marta e Lazzaro, prima della Sua Passione.
Proprio qui sono stati benedetti l’olio e gli aromi che si utilizzeranno, il Venerdì Santo al Santo Sepolcro e nelle Parrocchie, per l’Ufficio dei funerali di Gesù Cristo.

La Messa, presieduta dal Padre Custode, Fra Pierbattista Pizzaballa, concelebra dal Vicario custodiale Fra Dobromir Jasztal, dal Vicario del Convento di Betania, Fra Eleazar Wronski, oltre ad una quarantina di Sacerdoti concelebranti. Nell’atmosfera famigliare, ognuno aveva trovato posto a sedere nella piccola e affollata chiesa;
un ambiente stranamente tranquillo prima delle straordinarie e solenni celebrazioni della Settimana Santa al Santo Sepolcro. « Potevamo venire, come nel Vangelo, sei giorni prima della Pasqua, cioè sabato scorso » ha spiegato il Custode nell’omelia. « Questo avrebbe rispettato la cronologia degli avvenimenti: Gesù venne a Betania, poi a Betfage, prima di entrare a Gerusalemme, ingresso celebrato la Domenica delle Palme.
Oggi, a Betania, celebriamo il Vangelo del giorno, come in tutta la Chiesa cattolica romana ».

« Notiamo due atteggiamenti opposti in questo testo: la devozione esagerata di Maria e la reazione scandalizzata di Giuda. Da un lato, un amore senza misura che scandalizza, causato da scelte impreviste, come sprecare una somma importante che si poteva utilizzare per i più poveri, invece che asciugare i piedi di Gesù con i suoi capelli. Dall’altro lato, un approccio razionale e utilitaristico, quello di Giuda ». Per il Padre Custode questo ci ricorda di guardare prima di tutto al Cristo, mostrargli il nostro amore così come Lui ci ha amati, in modo smisurato, fino alla morte in croce. « Come Gesù, quando non è più fisicamente in vita, dobbiamo volgere è il nostro sguardo verso i più sventurati. Attraverso di loro, Egli è presente tra noi. Non cadiamo invece nell’atteggiamento di Giuda: l’umanità continuerà sempre a creare uomini feriti. ”I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. (Gv 12, 8) ».
Mantenere il Cristo nel cuore delle nostre vite ci evita di cadere nell’ideologia, nelle strategie sociali. Maria ci ricorda che dobbiamo restare in un contesto d’amore.

Alla fine della Messa, Fra Pierbattista Pizzaballa ha versato l’olio di nardo benedetto, il « Profumo di Cristo », segno del nostro amore per lui, sulle mani dei fedeli: « Possa la nostra vita continuare a diffondere questo profumo che ci rende riconoscibili », ha concluso.
Il Superiore del Convento, Fra Michael Sarquah, ha invitato l’assemblea a condividere la cena.

Una famiglia cristiana di Betania, presente alla celebrazione insieme a pellegrini, religiosi, religiose e tante persone che seguono le celebrazioni francescane, ha dichiarato: « Quest’anno, siamo venuti perché il Sacerdote ha annunciato questa cerimonia alla Messa di ieri », spiega Mourad. Ormai, solo pochi cristiani vivono a Betania, isolata da Gerusalemme dal muro di separazione. Per la festa di Pasqua le Autorità israeliane hanno rilasciato alcuni permessi e potranno recarsi a Gerusalemme. Oggi, invece, è la liturgia iniziale della Settimana Santa che viene celebrata da loro. Daniel lo sottolinea: « È importante che vi sia una celebrazione qui a Betania, questo mantiene salde le radici della nostra esistenza qui. Non siamo più così numerosi, ma veniamo ancora a pregare ».

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