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2016
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La Terra Santa prega per le quattro suore assassinate in Yemen

Venerdì 11 Marzo, il Patriarca di Gerusalemme ha presieduto la Messa in suffragio per le quattro religiose della Congregazione delle Suore Missionarie della Carità, assassinate in Yemen.
Per l’occasione, la chiesa di San Salvatore era affollata da numerosi cristiani locali che hanno voluto testimoniare alle suore il loro affetto. Alla cerimonia hanno partecipato religiosi, religiose, Mahesh Kumar, rappresentante dell’India presso l’Autorità palestinese a Ramallah, oltre ai rappresentanti delle Chiese Greco-ortodosse, Armena, Siriaca, Copta e Etiope.
Il corteo di circa sessanta concelebranti – tra i quali il Delegato Apostolico, Mons. Giuseppe Lazzarotto, il Vescovo ausiliare per la Galilea Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Mons. Salim Sayegh, Vescovo ausiliare e Vicario patriarcale emerito per la Giordania, il Custode di Terra Santa, Fra Pierbattista Pizzaballa – è passato tra i banchi dove sedevano le Suore Missionarie della Carità di Nablus, Gerusalemme e Betlemme, riunite attorno alla Provinciale venuta da Amman e la Superiore Generale della Congregazione, Madre Mary Prema Pierick, arrivata da Calcutta (India) per partecipare alla Messa.
Un grande manifesto con il sorriso di Madre Teresa, invitante alla preghiera, era appeso a sinistra dell’altare mentre, vicino alla balaustra, era collocata la fotografia delle quattro suore martirizzate: Sr. Anselme, dell’India, Sr. Marguerite e Sr. Reginette, del Ruanda, Sr. Judith del Kenia.
La Messa, celebrata in arabo, è stata raccolta e partecipata ma senza tristezza. Nell’omelia, predicata in inglese, il Patriarca ha insistito sulla gloria del martirio e ha concluso dicendo: « Non vi presentiamo le nostre condoglianze, ma ci congratuliamo con voi per il dono delle loro e delle vostre vite, per tutto ciò che fate al servizio dei più poveri ».
Alla fine della celebrazione, alle religiose, sono state partecipate manifestazioni di gioia.
Le Suore Missionarie della Carità sono arrivate nella Diocesi di Gerusalemme nel 1970. Svolgono il loro servizio a Gaza, Gerusalemme, Nablus, Betlemme e in Giordania, ad Amman, Ermaimim e Rusaifeh.
In Terra Santa, animano vari centri d’accoglienza per persone anziane, disabili fisici o mentali. Alcune Comunità sono più impegnate nella visita delle famiglie, nel sostegno dei poveri o nell’animazione del catechismo domenicale.
Vivendo in un’esemplare povertà “Per essere povere tra i poveri”, s’incontrano spesso e sempre in due.
La Terra Santa accoglie anche una Comunità di frati Missionari della Carità contemplativi, che risiedono a Nazareth.
Una settimana fa, il 4 Marzo, 16 persone – tra cui quattro religiose – sono state assassinate nel complesso delle Missionarie della Carità, ad Aden, nello Yemen del Sud. Gli elementi emersi dall’inchiesta evidenziano che l’attacco è avvenuto per motivi religiosi anti-cristiani, infatti, Aden, antica capitale del Sud Yemen, è bersaglio di continui attentati perpetrati da Al Qaida o dal sedicente Stato Islamico del Levante.
La pratica di religioni diverse dall’Islam non è diminuita dopo l’unificazione dello Yemen avvenuta nel 1990.
La sorte di migliaia di cristiani è stata totalmente nascosta a causa delle aspre tensioni tra musulmani sunniti e sciiti, che rappresentano il 99 % della popolazione.

I cristiani presenti nello Yemen, in questi ultimi anni, sono soprattutto stranieri, rifugiati o residenti temporanei.
Mons. José Rodríguez Carballo, già Ministro Generale dei Frati Minori, attuale Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, durante una sua recente visita aveva testimoniato ai frati della Custodia, che le suore di Madre Teresa costituivano ormai l’unica presenza cristiana in Yemen.

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