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2016
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Fra Emad Kamel, francescano d’Egitto

“Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”, recita il profeta (Osea 11,1).
Domenica, 31 Gennaio, a Betlemme, il frate egiziano Emad Kamel Wahba Rofael ha fatto la sua Professione Solenne impegnandosi definitivamente nell’Ordine di San Francesco.

Fra Emad, il cui nome in arabo significa “Battesimo”, è originario di un villaggio dell’Alto Egitto.
« Sono cresciuto in una famiglia di rito copto-cattolico. I miei genitori sono stati un modello d’amore e il loro esempio mi ha aiutato a crescere serenamente. La figura del sacerdote mi è sempre piaciuta; mi colpiva l’idea che fosse ”Un uomo di Dio”. Ho sempre sentito il desiderio di essere un uomo di Dio ».
Fra Emad, era entrato nella Provincia francescana della Santa Famiglia in Egitto, prima di chiedere di far parte della Custodia di Terra Santa. Da un anno e mezzo vive a Betlemme.
« Accolgo i pellegrini che visitano il Campo dei Pastori, è una bella missione. Accogliere col cuore aperto, con una preghiera o una benedizione. È una grande responsabilità, poiché rappresento San Francesco, l’Ordine e la Custodia, per queste persone che non ricorderanno il mio nome, ma soltanto di aver incontrato un francescano ».

Per motivi politici, è difficile ottenere il Visto dall’Egitto, così Fra Emad, ha fatto la sua Professione solenne soltanto alla presenza di sua sorella; ma era circondato dai parrocchiani di Santa Caterina, dai suoi amici e frati francescani.

Rispondendo: “Eccomi”, alla chiamata del Custode, Fra Emad si è impegnato a una vita di preghiera, di castità, povertà e obbedienza. Pronto a testimoniare il Cristo, a servire la Chiesa sui passi di San Francesco, ha fatto dono totale e definitivo della sua vita a Dio. Disteso a terra davanti all’altare, mentre l’assemblea cantava la litania dei santi, si è poi rialzato e ha messo le sue mani in quelle del Custode per pronunciare i voti, promettendo di vivere secondo la regola dell’Ordine francescano. Poi, ha ricevuto la benedizione solenne dal Custode.
Nella chiesa è scoppiata un’esplosione di applausi e “youyous”, mentre i frati abbracciavano il neo Professo solenne.

« Provo una gioia immensa pensando alla grandezza di questo dono reciproco – ha dichiarato –. La mia consacrazione è un dono di Dio: mi sento così piccolo, conosco i miei limiti e i miei peccati e consacrarmi a Dio è possibile solo per la Sua Grazia. Mi ha scelto e chiamato come sono, non ho nessun merito ».

Il futuro è ancora un’incognita per Fra Emad, ma è pronto: « Signore, insegnami a essere sempre all’ascolto della Tua Grazia e rendimi come un vetro che lascia trasparire i raggi del Tuo Amore e della Tua Misericordia ovunque m’invierai ».

HM

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