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2015
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Attraverso le vetrate della Custodia

Quest’anno, per la seconda volta, s’incontrano mentre misurano i corridoi e le chiese della Custodia.
Calogero e Vincenzo Zuppardo, padre e figlio, che sono gli artigiani vetrai siciliani dell’Opificio delle Arti (www.opificiodellearti.com), che hanno iniziato l’inventario di tutte le vetrate della Custodia.
« Quest’inventario è fondamentale per poter individuare meglio se vi sono riparazioni necessarie e se si possono intraprendere azioni che possano proteggere le vetrate dal degrado. Le vetrate sono elementi architettonici difficilmente monitorabili, a causa della loro posizione e che richiedono interventi specialistici, che la Custodia vorrebbe poter offrire ad ogni santuario in modo programmato, coordinato e professionale », spiega Maria Desi Durbano, Architetto dell’Ufficio Tecnico della Custodia e impegnata nel progetto di Conservazione Programmata dei Santuari.

Armati di macchina fotografica, pertica e computer portatile, Calogero e Vincenzo Zuppardo hanno iniziato a fotografare le vetrate, situate più in alto e meno accessibili. Per questo primo inventario non è servito il ponteggio, infatti, fissando la macchina fotografica sulla pertica, le immagini scattate sono di qualità sufficiente per vedere i problemi. Un’ispezione sui tetti permette di completare la diagnosi. « Dall’interno, si vede meglio il vetro, mentre dall’esterno, si vedono meglio la struttura di piombo e la cornice », spiega Vincenzo. Le fotografie delle vetrate, nella chiesa di San Salvatore a Gerusalemme, hanno evidenziato alcuni difetti nella pittura. « Al momento non sappiamo quale sia la causa, ma nei prossimi anni seguiremo con attenzione l’evoluzione, per capire se e come intervenire ».

Gli artigiani erano entrati in contatto con la Custodia grazie alla esecuzione di una vetrata artistica per la Biblioteca Custodiale realizzata grazie al contributo di donatori siciliani e il restauro conservativo delle vetrate del Santuario del Monte Tabor.
Sono poi stati incaricati di redigere un inventario completo rapporto riassuntivo per ogni chiesa, contenente: data di costruzione, tipologia, esposizione, stato di conservazione di ogni vetrata, fotografie allegate… Nel rapporto sono segnalati i punti da monitorare e i restauri più urgenti. I problemi principali riscontrati sono legati principalmente a quattro fattori: la pittura il vetro, il piombo e la cornice. In generale, il clima influisce sulla loro conservazione. Quando le vetrate sono protette all’esterno da altre finestre, sono più riparate, mentre quelle della chiesa di Giaffa, situata in riva al mare, sono sottoposte al vento e al sale che rovinano il vetro. Così come la luminosità di una vetrata esposta a pieno sud altera anche il piombo molto più rapidamente.

La maggior parte delle vetrate nelle chiese della Custodia è stata installata tra il 1850 e il 1950. La limitata accessibilità e la mancanza di artigiani vetrai competenti hanno causato danni alle vetrate. Alcune riparazioni urgenti hanno, a volte, danneggiato maggiormente le vetrate. « Le vetrate più antiche sono di qualità migliore rispetto alle più recenti », sottolinea Calogero. « Ciò si nota nelle rifiniture e riflette l’evoluzione della nostra epoca. Un tempo gli artisti lavoravano, attenti al minimo dettaglio, affinché le loro opere rendessero omaggio al Signore. Dopo una certa epoca, gli artisti lavorano soprattutto perché le loro opere fossero ammirate dagli altri.
Dato che le vetrate sono poste in alto, poche persone riescono ad ammirarle da vicino; per questo molti lavori sono stati eseguiti in maniera poco precisa. Il risultato è visibile anche a livello della conservazione ».

Quest’anno Vincenzo e Calogero sono venuti due volte per un periodo di quindici giorni e hanno potuto ispezionare quasi tutte le Chiese della Custodia dotate di vetrate artistiche. Nei prossimi mesi lavoreranno alla compilazione delle schede di ogni vetrata e pianificheranno gli interventi di conservazione più urgenti. Durante il 2016 si spera di poter eseguire alcuni di questi lavori e, contemporaneamente, di completare l’inventario.

Vetrate famose

Le vetrate portano luce alla chiesa e, grazie ai loro disegni o alla loro storia, sono testimoni della vita nei santuari della Custodia. Così le vetrate di Emmaus Qubeibeh raccontano il Vangelo di Emmaus.
A Betlemme, la grande vetrata nell’abside centrale della chiesa di Santa Caterina è stata offerta dal Belgio nel 1926. Rappresenta la Natività di Cristo, con inserito lo stemma del regno del Belgio, la medaglia del Cardinale Mercier, un’importante figura belga deceduta in quello stesso anno. L’opera testimonia i legami storici e religiosi di questo Paese con la Terra Santa e la Custodia. Restaurata nel 2004 dai maestri vetrai di Gand, ha ricevuto il Premio del patrimonio belga all’estero nel novembre 2015. Conferito dal Ministero degli Esteri belga e dalla Fondazione Re Baldovino, il premio corona e incoraggia le iniziative di conservazione del patrimonio belga all’estero.
Con le feste di Natale che si avvicinano, tutti potranno ammirare la vetrata durante la tradizionale Messa di Mezzanotte, apprezzandola come aiuto nella preghiera e nella comprensione del mistero dell’Incarnazione.

Hélène Morlet

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