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2015
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La festa di San Francesco celebrata nel Convento di San Salvatore a Gerusalemme

La sera di sabato 3 Ottobre, presso la chiesa del Convento di San Salvatore a Gerusalemme, in occasione dei Primi Vespri per la festa di San Francesco, dodici frati francescani della Custodia di Terra Santa hanno rinnovato i loro voti annuali di povertà, obbedienza e castità.

Nell’omelia il Custode, Fra Pierbattista Pizzaballa, che presiedeva la cerimonia, ha ricordato la vita di Francesco d’Assisi, ponendo l’accento su quanto il Santo abbia cambiato la storia della Chiesa, ha dichiarato: « Francesco ha saputo trasformare la propria vita perché prima si è lasciato trasformare ».
Al termine dell’omelia il Custode si è rivolto ai frati che hanno rinnovato i loro voti: « Siete giovani, pieni di vita, d’idee e progetti […] Sappiate dunque – come ci ricorda il Padre Serafico [N.d.R.: San Francesco] – che per trasformare il mondo, l’unica strada, quella che avete scelto, è di lasciarvi trasformare dall’amore di Cristo e di darne testimonianza concreta nel mondo ».

Secondo Fra Clovis, tra i frati che sabato hanno rinnovato i propri voti: « Questi Vespri sono stati un momento di grazia solenne, in cui abbiamo rinnovato il nostro sì al Signore. Ma è poi ogni giorno, nelle piccole cose della vita quotidiana, che dobbiamo ripetere il nostro sì ». Fra Clovis, nei francescani dal 2012, confida che « Il racconto del Transitus del Padre Serafico è un momento di grande commozione, che tocca il cuore a noi che abbiamo scelto di vivere secondo la sua regola di vita ».
Durante la lettura del Transitus, il racconto della morte di San Francesco, l’assemblea ha ascoltato in ginocchio, al lume di candela. Nell’omelia il Custode ha citato la morte del Santo in questi termini: « Francesco, che nel Cantico delle Creature chiamava la morte “Sorella morte”, l’ha accolta non come la fine della sua vita, ma proprio come un passaggio, un transito, alla vita eterna ».

Alla festa di domenica 4 Ottobre, erano presenti i Consoli delle quattro Nazioni protettrici delle comunità cristiane: Italia, Spagna, Francia e Belgio.
Come vuole la tradizione, la Messa è stata presieduta da un Padre Domenicano. Quest’anno, Padre Marc Leroy
dell’École biblique et archéologique française de Jérusalem.
Hanno concelebrato il Padre Custode, Fra Pierbattista Pizzaballa, il Segretario della nunziatura Mons. Matteo de Mori, il Vicario Custodiale Fra Dobromir Jasztal e il Guardiano di San Salvatore, Fra Stéphane Milovitch. Era presente alla cerimonia Mons. Kamal Bathish, Vescovo emerito di Gerusalemme, in rappresentanza del Patriarcato latino.

Nell’omelia, Padre Marc Leroy ha sottolineato la necessità d’imitare san Francesco, figlio di un ricco commerciante, che scelse la povertà e l’umiltà, per: « Spogliarsi di tutto ciò che può ostacolare la conoscenza di Dio per approfondire la nostra relazione col Signore ».

Al termine della celebrazione, l’assemblea ha partecipato al rinfresco allestito nel salone della Curia.
Più tardi, nel refettorio del Convento, i religiosi hanno condiviso il pranzo della festa con gli ospiti, tra i quali i Consoli.

I Secondi Vespri, presieduti dal Guardiano di San Salvatore che, alla luce del rinnovo dei voti fatto la vigilia, ha affermato che il Vangelo deve essere accolto come regola di vita quotidiana. Ricordando i tragici avvenimenti della notte tra sabato e domenica, Fra Stéphane Milovitch ha sottolineato l’importanza di agire per la pace, particolarmente in questa Regione e per l’intera Chiesa, all’apertura del Sinodo sulla famiglia.

Le cerimonie per le festività di San Francesco costituiscono un pilastro annuale importante nella vita dei francescani: sono l’occasione per riunirsi, rinnovare i voti dei novizi e iniziare il nuovo Anno Accademico.

TD

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