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2015
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Il Collegio di Terra Santa Terra a Giaffa: studenti arabi nel cuore della società israeliana

La Custodia continua la serie di articoli sulle Scuole di Terra Santa. Partiamo per la riva del mare e la città di Giaffa, guidati da Fra Zaher Abboud.

Ricordo che un giorno ero a Giaffa. Raccontaci cos’è successo a Giaffa…
Così, cantavano i fratelli Rahbani. Il mare blu, descritto in questa poesia, si può vedere dal tetto della scuola di Terra Santa, oltre le palme e la cupola azzurra di una chiesa. La scuola dista meno di un chilometro dalla Chiesa di San Pietro e si erge con fierezza accanto alla Chiesa di Sant’Antonio.

Da due anni, Fra Zaher Abboud, ofm è il Direttore del Collegio di Terra Santa.
« Quando sono arrivato, sapevo che avrei trovato un compito difficile da svolgere. È ancora così.
Anche se la scuola è molto famosa, non mancano le difficoltà ». Fra Zaher racconta l’importanza della questione identitaria per la minoranza araba di Giaffa. La scuola, pur dando la priorità agli studenti cristiani, accoglie tutti secondo lo spirito di San Francesco, con un’attenzione particolare verso gli allievi in difficoltà.

L’equipe pedagogica del Collegio di Terra Santa è profondamente legata alla scuola: l’80 % dei professori si è diplomato nell’Istituto. Molti dedicano il loro tempo personale agli studenti bisognosi di sostegno scolastico fuori dall’orario scolastico. Il Ministero dell’educazione ha inviato una lettera di congratulazioni a Reem Saba, dove rileva l’eccellenza dei risultati degli allievi in fisica e chimica. Mentre le altre scuole scelgono di dare un maggior spazio alla tecnologia informatica, la Scuola di Terra Santa di Giaffa ha deciso di percorrere una strada meno battuta. Vivian Hammati, insegnante di matematica, spiega: « Sono professore anche di tecnologia, ma rimango restio all’uso dei tablet e Ipad in ambito pedagogico. Gli allievi sono già così stimolati da telefonini e Social Network. Bisogna lasciar spazio all’intelligenza emotiva! ».

Alla scuola francescana di Giaffa, i corsi e le materie principali sono dispensati in arabo fin dalla più giovane età. Tuttavia, arrivati alle medie e alle superiori, gli studenti tendono a preferire l’ebraico. « Siamo nella società di Giaffa – ricorda Fra Zaher – e le materie scientifiche, a partire dai 12-13 anni, sono tutte insegnate in ebraico. Gli studenti possono scegliere, ma la maggioranza preferisce l’ebraico, onnipresente nella loro vita quotidiana. I bambini di 3-4 anni parlano già ebraico. ».
A Giaffa, infatti, la percentuale di Arabi è minore (tra il 18% e il 20%) e la popolazione araba, fin dalla più tenera età, sente parlare soprattutto l’ebraico. Anche nelle famiglie la cui lingua materna è l’arabo, si parla in ebraico.
Alla sfida linguistica si aggiunge la questione identitaria ben presente nei discorsi degli allievi. « L’identità del cittadino di Giaffa è più complessa che altrove, spiega il francescano. I bambini hanno una certa sicurezza della propria identità in ambito scolastico o in un altro ambiente controllato ma, appena si confrontano con il mondo esterno, spesso questa sicurezza viene a mancare ».

In piedi, davanti alla scolaresca, un’allieva presenta un’esposizione sulla pace nel mondo. Indossando la maglietta viola della scuola, si esprime in un ebraico impeccabile. La scena di una giovinetta araba, mentre offre un’esposizione in ebraico in una scuola cattolica, rappresenta a Giaffa uno degli aspetti della questione identitaria per le minoranze, in continuo mutamento. Durante la lezione, alcuni suoi compagni si dimostrano scettici. « Bisogna smettere di vivere in un mondo di favole – afferma un’allieva seduta all’ultimo banco –. Non si può cambiare nulla. Quante persone pensi di influenzare per riuscire a cambiare il mondo? Esclama! ».
« Non è necessario influenzare molte persone – precisa il frate seduto nell’aula – cominciamo da noi stessi. Per cambiare il mondo, bisogna prima cambiare il nostro sguardo ».

Le relazioni tra gli allievi e il corpo insegnante sono amichevoli. « Ci sono davvero studenti nella tua scuola? Mi ha chiesto il Direttore della scuola vicina, – dice il frate sorridendo –. Non si sentono, infatti, sono molto disciplinati ».
All’improvviso suona l’inno della scuola, il gong che salva alcuni e provoca, al secondo piano, movimenti lungo il corridoio. Uscendo dalle aule, gli allievi salutano cordialmente il frate seduto alla sua scrivania.

Fra Zaher sottolinea l’attenzione dedicata a ogni allievo. « Il mio ufficio è sempre aperto e gli studenti sanno di trovare un orecchio attento ». Fra Zaher ci tiene a precisare che i giovani non sono coccolati: « Se hanno torto – aggiunge – sanno che dovranno scusarsi ».

Quattro scuole cristiane figurano tra le prime migliori quindici scuole d’Israele.
Come le altre scuole cristiane del Paese, il Collegio di Terra Santa di Giaffa è inserito nella società israeliana, in concorrenza diretta con le altre scuole della regione.
Il Collegio di Terra Santa offre ai suoi studenti una disciplina positiva e un’educazione costruttiva di qualità. « Ciò che questi allievi avranno vissuto qui – siano cristiani o musulmani – avrà un impatto su di loro come futuri cittadini nella società israeliana e per la comunità palestinese nel suo insieme » conclude Fra Zaehr ».

Nome: Collegio di Terra Santa – Giaffa
Luogo: Giaffa
Data di fondazione:1730 e 1932
Direttore dal 2012: Fra Zaher Abboud
Numero studenti: 446
Equipe pedagogica: 40 impiegati
Religioni rappresentate: Musulmani, Cristiani
Riti: Ortodossi Latini Melchiti Maroniti
Popolazione: 46.000 abitanti
Percentuali per religione: 65% ebrei, 24% musulmani, 11% cristiani

Nizar Halloun

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