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2015
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Cerimonia a Betania in occasione della conclusione degli scavi

Mercoledì 2 settembre si è svolta nel convento francescano di Betania, al-Azariya in arabo, una particolare cerimonia che ha voluto celebrare la conclusione della seconda fase degli scavi, nei dintorni della tomba di Lazzaro, e la felice collaborazione tra i diversi attori.
Infatti, il progetto ha richiesto la cooperazione di varie persone, a livello accademico, materiale e amministrativo. Il sito archeologico si estende su tre proprietà appartenenti ai francescani, ai greci ortodossi e ai musulmani, da cui l’importanza del dialogo fra le diverse comunità. L’ambizioso cantiere, situato sulla tenuta dei francescani, ha anche permesso a giovani palestinesi, studenti d’architettura, di acquisire un’esperienza pratica nel loro ambito di studi.
Erano presenti per l’occasione l’economo custodiale Fra Ibrahim Faltas, ofm, dei rappresentanti dell’università Al-Quds e del Ministero del turismo e delle antichità, il sindaco d’al-Azariya e il direttore dell’Associazione pro Terra Sancta, Tommaso Saltini. Erano anche presenti il guardiano del convento, Fra Michael Sarquah, vari frati dello Studium Biblicum Franciscanum, e, primo tra loro, Fra Eugenio Alliata che ha seguito gli scavi da vicino.
« L’uomo non vive solo di pane e acqua » ha ricordato l’archeologo Osama Hamdan. Betania è il terzo luogo più turistico della Palestina e gli scavi hanno anche un valore per la popolazione. « Questo lavoro è intimamente legato al sentimento d’appartenenza, ha dichiarato Fra Ibrahim Faltas. Gli studenti palestinesi che hanno partecipato agli scavi scoprono maggiormente la storia del luogo in cui vivono. Ciò permette loro di riconfermare la speranza nel futuro. » Rivolgendosi a loro, ha poi aggiunto : « Voi scrivete la storia scoprendola con le vostre stesse mani. È una ricchezza nazionale che portate alla luce. »
« Il sentimento d’appartenenza – ha poi completato il presidente dell’Università Hanna Abdel Nour – si accompagna alla conoscenza, al sapere e alla loro diffusione. Ciò è essenziale per la conservazione del patrimonio nazionale. » Ciascuno è responsabile di questa conservazione : ecco il cuore del messaggio dei relatori.
L’epoca bizantina e quella crociata sono i periodi più importanti della città. Quattro chiese furono costruite nei pressi della tomba di Lazzaro. La prima risale all’epoca di Sant’Elena, IV secolo. L’ultima, sopra la tomba di San Lazzaro, risale all’epoca della regina Melisenda, XII secolo. Accanto si trovavano un monastero e una torre che serviva a proteggere le religiose e i pellegrini. Gli scavi sul sito hanno permesso di realizzare un lavoro di stratigrafia della città, rivelando tracce dei periodi bizantino, musulmano, crociato e ottomano. Gli scavi sono solo agli inizi ma si è già scoperto un canale e un serbatoio d’acqua d’epoca crociata, come anche un muro che indica l’esistenza di due sale, il cui uso è ancora sconosciuto.
Mentre il progetto, nella sua concezione, è molto ampio e possiede un potenziale considerevole, sul terreno è relativamente modesto per la mancanza di fondi. « Agli inizi, questo luogo era una discarica abbandonata. Si notano ancora le tracce di scavi illegali – ha spiegato l’archeologo Ibrahim Abu Amr. Abbiamo curato quindi la sua sistemazione. Il lavoro archeologico preliminare è stato concluso quest’anno. Il progetto si propone d’offrire un’esperienza pratica agli studenti in archeologia, mentre si scoprono le ricchezze del sito, per poi renderlo accessibile ai turisti. »

N.H.

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