Dona il tuo 5 per mille
2015
custodia.org

Ramleh, una comunità cristiana isolata ma aperta sul mondo

La citta di Ramleh, dove si trova una scuola della Custodia non è meta turistica, perché priva d’interesse storico.
Partiamo dunque alla scoperta di questa realtà della Custodia.

Quando, nel fallito tentativo di conquistare la Palestina, il 2 marzo 1799, Napoleone Bonaparte occupò Ramleh, installò il suo quartiere generale nell’Ospizio francescano.
Oggi, il Convento di San Nicodemo e San Giuseppe d’Arimatea, con l’adiacente scuola di Terra Santa, sorge sulla strada principale della città: Viale ”Shderot Herzl” che attraversa la città fondata da Solimano il Magnifico, settimo califfo degli Omayyadi, all’inizio del secolo VIII.

Alzando gli occhi, il biancore della torre quadrata e l’orologio del campanile della Chiesa di San Giuseppe d’Arimatea, rendono il luogo facilmente individuabile.
Dal tetto dell’ex Ospizio, la proprietà della Custodia è delimitata, a nord, da piante di olive e limoni. A sud, tra l’abside della chiesa e la città vecchia di Ramleh, passa l’antica Via Maris che congiungeva il Cairo a Damasco.

Ramleh, sulla via tra il porto di Giaffa e Gerusalemme, si trova all’incrocio di due assi un tempo di primaria importanza. A venti chilometri da Giaffa e quaranta da Gerusalemme, per numerosi pellegrini era sosta di ristoro durante il viaggio.
Capitò a Ignazio di Loyola e, più recentemente, a Santa Mariam Baouardy.

« I Francescani risiedono a Ramleh dal 1296 » ricorda Fra Abdel Masih Fahim, Superiore del convento, Parroco e Direttore della scuola. Nelle nostre strutture che sorgono al centro dell’abitato, tra due grandi città, inizialmente formavamo alcuni giovani per accogliere e guidare i pellegrini, insegnando loro matematica e lingue straniere ».
Dei tre istituti cristiani di Ramleh, la scuola francescana è quella in cui studia la maggioranza dei cristiani.

« Geograficamente, Ramleh, è la più isolata tra le altre città e villaggi arabi – afferma il frate – la sensazione di essere una minoranza è molto marcata. Gli allievi parlano più l’ebraico che l’arabo, ancor di più che a Giaffa ».
Per far fronte a questo fenomeno – nonostante la lingua ufficiale sia l’arabo – nella scuola s’insegnano diverse materie in ebraico. Anche la Parrocchia si è adeguata, scrivendo alcune preghiere arabe con l’alfabeto ebraico.

In una realtà, a maggioranza israeliana, la percentuale degli Arabi israeliani cristiani, è difficilmente quantificabile.
La questione del servizio militare per i cristiani è una fra le tante, spiega Fra Abdel Masih: « La scuola è neutrale, ma la posizione di numerosi abitanti di Ramleh – me compreso – non concorda con quella di Gabriel Naddaf (NDR che milita a favore dell’integrazione dei Cristiani) ». Gli Arabi israeliani sono i discendenti dei Palestinesi del 1948.

Questa comunità si dichiara vittima di discriminazioni, soprattutto in materia di lavoro, alloggio e educazione.

Le poche sovvenzioni versate dallo Stato non impediscono il tasso di successo delle scuole che raggiunge spessissimo il 100 %. Le scuole della Custodia sono impegnate in un estenuante braccio di ferro con il ministero. « Da cinque anni, gli aiuti ricevuti continuano a calare – sottolinea il frate. Le nostre scuole sono trattate diversamente da quelle ebraiche. Riceviamo solo il 65% o il 75% delle sovvenzioni, mentre le scuole del governo ricevono anche più del 100 % ».

Le quarantatré scuole cristiane non governative in Israele scolarizzano allievi che sono cittadini dello Stato. Si applica normalmente la legge dell’istruzione primaria obbligatoria e gratuita. « La legge deve essere applicata a tutti i cittadini, spiega il frate, dunque, rivendichiamo il versamento indiscriminato delle quote ».

Fra Abdel Massih, in accordo con le scelte della Custodia, desidera costruire due nuove strutture.

La prima accoglierà il Centro Culturale di Terra Santa, al servizio della scuola, per gli allievi che richiedono sostegno scolastico, attività extra-scolastiche. Il Centro accoglierà l’intera comunità.
La seconda struttura consentirà di ospitare un maggior numero di studenti che preferiscono imparare un mestiere.
« Vogliamo che tutti gli studenti rimangano a Ramleh, sia i più dotati sia i meno dotati, dichiara il frate. Gli Istituti professionali, quasi inesistenti nelle città arabe, permettono di mettere in contatto gli studenti con le aziende per acquisire una conoscenza in ambito professionale ».

La facciata della scuola guarda su un grande cortile. Nel campo sportivo, alcuni ragazzi si passano la palla. Ai bordi del campo, Fra Abdel Massih, spiega che gran parte degli ex-allievi sceglie di lavorare per le scuole di Terra Santa.
« Per esempio, io ho studiato alla scuola Terra Santa di Giaffa e, prima di me, mio padre Anton era professore di arabo; gran parte del corpo insegnante è formata da studenti diplomati delle scuole di Terra Santa, locali e non ».

Davanti al cortile, uno studente con il tablet in mano, saluta il Direttore e il suo Vice. La maggioranza degli studenti usa i tablet, alcune aule sono informatizzate e munite di retro-proiettori.
« Dobbiamo stare al passo con i tempi per garantire il miglior apprendimento possibile – afferma il frate – la tecnologia e internet sono usati abitualmente e consentono un apprendimento rapido e intelligente ».

Il tempo natalizio volgeva a termine, quando abbiamo visitato Ramleh.
Entrando nel transetto della chiesa di San Nicodemo, abbiamo incontrato Azar Khader, cuoco di formazione e cittadino di Ramleh. Stava smontando il presepe che aveva allestito. Ogni anno, Azar progetta il presepe su un tema differente.

« Per Natale 2014 – ci ha spiegato – il presepe era una tenda di grandezza normale, in segno di solidarietà con il popolo siriano. Ogni anno, non so esattamene cosa farò, ma entrando in chiesa trovo l’ispirazione ». All’esterno della chiesa, Fra Fahim è intercettato da un giovane per una correzione prima della stampa. Da buon egiziano, corregge a voce bassa gli errori e la punteggiatura di una preghiera scritta in arabo in occasione della festa di Nostra Signora di Lourdes, celebrata ogni anno l’undici febbraio.

Per il conflitto israelo-palestinese, i rifugiati siriani e la giornata mondiale dei malati, i cristiani di Ramleh dimostrano la loro solidarietà. A Ramleh, come a Giaffa, Haifa, Nazareth o Acri, i cristiani sono una piccola minoranza e il loro avvenire dipende dalla solidarietà sociale e spirituale. Investono i loro sforzi per contribuire a costruire una società più giusta utilizzando lo strumento fondamentale per ottenere questo cambiamento: un’educazione di qualità!

Testo e foto: Nizar Halloun

Scheda d’identità
– Nome: Collegio di Terra Santa
– Luogo: Ramleh
– Data di fondazione: 1342 e 1728.
– Direttore dal 2007: Fra Abdel Masih Fahim
– Numero di studenti: 346
– Numero di classi: 4-12

Religioni rappresentate: cristiani e musulmani
Riti:
– Latino
– Melchita
– Maronita
– Ortodosso
– Copto
– Protestante

Ramleh
– Popolazione: 65.000 abitanti
– Percentuali per religione: 80% ebrei, 16%, musulmani, 4% cristiani

» custodia.org
© 2011 Terra Sancta blog   |   privacy policy
custodia.org    proterrasancta.org    cmc-terrasanta.com    terrasanta.net    edizioniterrasanta.it    pellegrinaggi.custodia.org