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2015
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Santa Marta a Betania: « Io sono la Resurrezione e la Vita »

Come ogni anno, il 29 luglio, festa di Santa Marta, la Custodia si reca in pellegrinaggio al Santuario di Betania. Al-Azariyeh, che in arabo significa “il luogo di Lazzaro” è la località dov’è situata la tomba di colui che fu risuscitato da Gesù e dove sorge un Convento francescano.

All’alba, alcune religiose sono arrivate per assistere alla messa, nella tomba. Più tardi, una seconda messa è stata celebrata da Fra Stéphane Milovitch, Guardiano di San Salvatore, nella chiesa del convento per i parrocchiani e i pellegrini.
« In questa casa dell’amicizia, dove Cristo si recava per visitare chi amava, festeggiamo Lazzaro, Marta e Maria che ci ricordano l’amicizia che dobbiamo avere con Gesù, particolarmente noi religiosi in quest’anno della vita consacrata », ha sottolineato il francescano.
Il guardiano del Convento, Fra Michael Sarquah, ha aggiunto: « Santa Marta ci ricorda l’importanza della Parola di Dio. Non dobbiamo solo fare, ma anche contemplare ».

Nel Convento abitano tre frati che gestiscono il Santuario e accolgono i parrocchiani.
« A Betania, vivono circa cinquanta famiglie cristiane che dipendono dalla Parrocchia di Gerusalemme – spiega Fra Michael Sarquah – , ma accogliamo anche i pellegrini, soprattutto in primavera e in autunno, dato che in estate arrivano in meno ».

Fedeli all’ospitalità di Marta e Maria, i frati hanno offerto ai convenuti un’abbondante colazione consumata amichevolmente insieme.
La pellegrinazione è proseguita con una sosta davanti alla tomba di Lazzaro, più – come tradizione vuole –altre due soste sul Monte degli Olivi: all’Ascensione e al Pater Noster.

Hélène Morlet

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