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2015
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Imparare l’amore per la Terra Santa con i Francescani

La Custodia di Terra Santa, che presenta molteplici sfaccettature e può essere scoperta sotto vari modi, accoglie regolarmente sacerdoti o religiosi per alcuni mesi. È stato il caso di Fra Ronal Antívar Muriel,originario della Colombia e religioso dell’ordine di Sant’Agostino.

Vestito nel suo abito nero di agostiniano, lo si incontrava spesso – bello e sereno – nei corridoi della Custodia, al Santo Sepolcro o durante le celebrazioni nei luoghi santi. Il suo primo obbiettivo : studiare l’archeologia biblica allo Studium Biblicum Franciscanum, ma soprattutto approfondire la sua fede tramite la scoperta dei luoghi santi. « Sacerdote da quattro anni, avevo concluso la mia licenza in Sacra Scrittura a Roma. Ho sentito il desiderio di venire in Terra Santa per completare i miei studi e vivere con maggior profondità ciò che avevo imparato. I miei superiori mi hanno dato il loro accordo e sono arrivato alla Custodia » spiega sorridendo. « È ciò nello scopo di servire meglio Dio e gli uomini, di condividere quest’esperienza con coloro che non hanno la fortuna di venire fin qui. La Terra Santa è una tappa della mia vita, e le scoperte e le conoscenze che vi ho acquisito mi saranno utili per aiutare la Chiesa nella sua missione. »

E quando gli si chiede se ha potuto fare tutto ciò che desiderava, risponde incantato : « Ho ricevuto persino più di quanto avevo chiesto ! » Il contatto con i luoghi santi, la regione che Dio ha scelto per incarnarsi nel suo Figlio Gesù-Cristo, è importante per ogni cristiano. Rimanendo qui vari mesi, Fra Ronal ha potuto approfittarne pienamente. « Ho potuto celebrare qui la messa, vivere la liturgia. Una cosa è venire qui e visitare, un’altra cosa è avere il tempo per pregare e contemplare, in questi luoghi. Ho avuto, ad esempio, l’occasione di trascorrere 8 giorni nella comunità dei Francescani a Cafarnao. Celebrare con loro, aprire la finestra e vedere il lago di Tiberiade. Andarvi a meditare la parola di Dio, andare alla casa di Pietro. Ricordarmi di quanto Gesù ha compiuto in questi stessi luoghi… Ciò mi ha molto colpito. »

In questa Terra essenziale per tutti i cristiani, l’ecumenismo è quotidiano e visibile soprattutto in alcuni luoghi santi condivisi tra varie confessioni. Ciò rimarrà anche inciso nella memoria di Fra Ronal. « C’è stato un gesto d’amicizia di un sacerdote ortodosso al Santo Sepolcro che mi ha toccato. Lo salutavo sempre quando venivo a pregare e scambiavamo alcune parole. Quando gli ho detto che partivo, è andato a cercare un rosario e delle immagini della Vergine per offrirmele. Non è gran che, ma è stato molto bello, in un contesto in cui i dice sempre che le Chiese cattoliche e ortodosse sono molto lontane l’una dall’altra. »

Vita con i Francescani

Accolto al convento di San Salvatore a Gerusalemme, Fra Ronal ha vissuto tutti questi mesi in seno alla Custodia e riparte soddisfatto. « La mia esperienza della Terra Santa non sarebbe stata la stessa senza i Francescani. Ciò che ha maggior valore ai miei occhi, è l’aver vissuto con loro. Aver condiviso i loro pasti, le loro celebrazioni, le loro ricreazioni, le loro feste : la vita. Mi ha toccato questa fraternità tra religiosi di diverse spiritualità. Abbiamo riunito Sant’Agostino e San Francesco ! Mi è stato chiesto di animare alcune riflessioni e meditazione durante il mio soggiorno. Ho potuto condividere un po’ la mia spiritualità, la mia visione, ciò che Dio ha fatto di me finora. »

« Con loro ho imparato l’amore per la Terra Santa, l’ospitalità, il carisma francescano e il valore della storia francescana in questa regione del mondo. Da vari secoli, numerosi frati hanno offerto la loro vita per la Terra Santa. Tutte le sere, in refettorio, si legge la vita dei frati che hanno vissuto qui: tanti anni di vita religiosa, tanti anni in Terra Santa, missioni e azioni… Hanno lavorato per conservare la memoria e la custodia dei luoghi santi, per permettere ai pellegrini di entrare in contatto con questa terra. Ho una grande gratitudine nei loro confronti. Sono degli esempi che invitato ciascuno a fare qualcosa per la Terra Santa. Rientro in Colombia, ma sono oramai legato a questi luoghi. Sento il dovere di agire per questa Terra, là dove sarò e a modo mio, attraverso la predicazione, l’aiuto materiale o la preghiera. »
Buona proseguimento, caro Fratello !

Hélène Morlet

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