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2015
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Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Sabato 28 marzo – Pellegrinazione a Betfage

Cuore spirituale di Gerusalemme e culmine dell’anno liturgico, la Settimana Santa si apre, dopo quaranta giorni di preparazione.
Sabato 28 marzo, i francescani hanno percorso l’ultima pellegrinazione della Quaresima, già legata alla festa delle Palme. Una delegazione si è recata al Santuario di Betfage per celebrarvi Messa. In questo luogo Cristo chiese ai suoi discepoli di cercare un asino per il suo ingresso trionfale a Gerusalemme.
« Gerusalemme, città dove si uccide, città degli egoismi, città su cui Cristo pianse, ma soprattutto città dov’è radicata la nostra salvezza », commenta Fra Hugues, predicatore delle pellegrinazioni quaresimali.
Mentre i frati minori erano riuniti nella chiesa con i parrocchiani e un gruppo di pellegrini, la comunità indiana dei lavoratori migranti era riunita nel cortile per iniziare la processione delle Palme.
Dalla vigilia, il quartiere cristiano di Gerusalemme è in effervescenza: alcuni parrocchiani intrecciano le palme, dai megafoni risuonano preghiere, gli scout fanno le prove per la parata…. La Settimana Santa può iniziare!

Domenica 28 marzo – Messa delle Palme e processione

« I bambini degli Ebrei stendevano i propri mantelli sulla strada, acclamando: Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ».
Sono queste le parole che hanno accompagnato i fedeli al Santo Sepolcro per la processione delle Palme.
Riuniti attorno al Patriarca latino, chierici francescani, sacerdoti, studenti e seminaristi del Patriarcato, erano numerosi. Nella lunga processione, il rosso dei paramenti liturgici si abbinava al verde delle palme.
Nella Basilica, inondata dal sole del mattino, il fruscio delle palme accompagnava il suono potente dell’organo, nell’atmosfera festosa e, al contempo, severa, quale immagine dell’ingresso solenne e festoso di Cristo nella Città Santa. La ressa prima della processione è stata subito sedata dai kawas che hanno ristabilito l’ordine.
A questa lunga messa, tre ore di celebrazione con la Passione cantata, hanno partecipato pochi fedeli locali. Oltre ad alcuni fedeli, venuti da Nablus con il loro Parroco, l’assemblea era composta da volontari provenienti da diversi Paesi e pellegrini. Per questi ultimi la Messa è stata un po’ sconcertante.
« Era difficile da seguire, ci volevano i microfoni! », confida uno di loro. I Copti che celebravano dietro l’Edicola cantavano forte. Per fortuna i libretti distribuiti hanno consentito a tutti di seguire la liturgia di questa bella festa.

La messa è stata seguita dalla grande processione del pomeriggio.

Nel primo pomeriggio, sotto un sole splendente, in atmosfera di festa, una moltitudine di persone si è recata a Betfage. Sacerdoti e seminaristi del Patriarcato Latino, Francescani, parrocchiani di Palestina, Israele e Gerusalemme, pellegrini, stranieri di passaggio, persone che abitano nel Paese, di Chiese locali e Chiese di altrove, tutti riuniti per la processione della Domenica delle Palme nei luoghi citati dalla Bibbia.

Dopo la lettura del Vangelo, ciascuno è stato invitato a pregare per la pace in Terra Santa e nel mondo intero e per la conversione dei cuori. Adagio, la folla si è messa in cammino. Ultimi i seminaristi del Patriarcato, il Custode, Fra Pierbattista Pizzaballa, il Patriarca latino di Gerusalemme, Mons. Fouad Twal.
In mano rami di palme o di ulivo, sventolando gli striscioni delle varie parrocchie, i cristiani camminavano verso Gerusalemme, cantando o pregando a gruppi.

« Abbiamo sensibilità e stili diversi, ma ciascuno prega a modo suo. Penso che questa processione sia una testimonianza di pace e unità che può coinvolgere ebrei e musulmani » sottolinea Padre Pablo, argentino che vive in Terra Santa da sei anni.
Jaime, un giovane spagnolo che studia qui si meraviglia: « Tutta Gerusalemme è qui: ho visto persino il mio professore di ebraico che è ebreo! ». Più in là, alcune giovani musulmane velate hanno partecipato alla festa.

I seminaristi Francescani hanno preparato l’animazione: chitarre e tamburi accompagnavano i diversi canti, mentre altri danzavano. Gli aspiranti francescani li precedevano cantando a squarciagola. « La festa di oggi è unica nell’anno: è un’atmosfera molto diversa da quella che regna al Santo Sepolcro », sottolinea uno di loro.

Il Patriarca, arrivando alla Basilica di Sant’Anna, benedice la folla, prima che gli scout inizino la fanfara lungo le mura esterne della città fino a Porta Nuova. Uno dei parrocchiani di San Salvatore afferma: « Se la metà dei parrocchiani è in processione, l’altra metà è qui per accompagnare gli scout! ».
Come duemila anni fa, è una grande folla quella riunita per festeggiare l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.

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