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2014
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Presenza francescana a Haifa per l’inizio dell’anno scolastico di settembre

Le Carmelitane di Haifa hanno deciso di lasciare la direzione della loro Scuola creata nel 1907 dalla Congregazione delle Suore Carmelitane di Santa Teresa di Firenze.
L’ANSMI (Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani) era proprietaria della Scuola delle Carmelitane. Di comune accordo, le suore e il Presidente dell’Associazione, Sig. Maurizio Saglietto, si sono rivolti alla Custodia di Terra Santa proponendo di prenderne il testimone. I francescani gestiscono già quindici scuole sparse geograficamente in tutta la Terra Santa, nel senso più ampio della parola.

La Scuola delle Carmelitane, con quaranta insegnanti e più di settecento studenti, dalla materna fino alla maturità, ha un’ottima reputazione nel settore educativo israeliano.
Il Discretorio della Custodia di Terra Santa, nell’ultima assemblea di luglio 2014, ha accettato la richiesta di subentrare alla gestione della scuola, annunciando l’apertura di una nuova Comunità francescana a Haifa.
Fra Arturo Vasatuto, ex Direttore della Scuola di Giaffa, che parla correntemente arabo ed ebraico, metterà tutta la sua esperienza al servizio della Scuola di cui è stato nominato Direttore. Sarà anche Superiore del Convento che accoglierà tre o quattro frati.
Tra loro Fra Sergio Olmedo, ex Superiore del Santuario di San Giovanni al Deserto, cui è stato affidato non solo l’incarico di economo, ma anche animatore spirituale per i numerosi pellegrini che frequentano la città balneare di Haïfa.

Pur non avendo una Parrocchia, i francescani si metteranno al servizio di quelle presenti nella zona di Haïfa. Dovrebbe essere ucraino il frate che si aggiungerà alla comunità per seguire la pastorale dei fedeli di lingua ucraina. Infatti, la maggioranza di questa comunità fa parte della Chiesa greco-cattolica di lingua ucraina.
Fra Stéphane Milovitch, Discreto per il gruppo franco-tedesco, spiega: «L’ordine francescano è cattolico ma, anche se i frati osservano in comunità il rito romano e pregano in latino, ognuno è libero di mantenere il proprio rito nella sua lingua di origine (maronita, bizantino o siriaco…)».
Anche se le Parrocchie di lingua araba rappresentano uno dei suoi maggiori impegni, la Custodia di Terra Santa investe volentieri le energie e le esperienze d’internazionalità, acquisite dai frati, per sopperire ai nuovi bisogni della Chiesa locale di Terra Santa.

E.R

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