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2013
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Trasfigurazione dal Monte Tabor al mondo intero

Monte Tabor, 6 agosto 2013

La Trasfigurazione al Monte Tabor ripercorre la tradizione: dalla notte nelle tende che avrebbe voluto costruire Pietro, alla celebrazione del Custode di Terra Santa. Senza dimenticare che la missione è quella di trasfigurare il mondo.

Il clima di festa dei cristiani locali sul Monte Tabor, luogo in cui Cristo si trasigurò davanti agli apostoli, rivive il desiderio di san Pietro: “Facciamo tre tende”. Questa era stata la prima reazione dell’Apostolo che, attonito davanti al Signore, avrebbe voluto rimanere sul monte insieme a Mosè ed Elia che dialogavano con Gesù.
E in tanti dalla sera precedente hanno dormito proprio nelle tende, aspettando la celebrazione del 6 agosto.

Le impressioni di una donna presente: “Ora ci siamo accampati qui, dormiremo qui fino a domani e al mattino andremo in chiesa a pregare.
Pregheremo anche per la situazione in Medio Oriente, insieme pregheremo anche per questo”.

Fra Pierbattista Pizzaballa, ofm
Custode di Terra Santa

“È tradizione dei cristiani locali in tutta la Terra Santa cercare di ripercorrere nei luoghi ciò che secondo la tradizione è accaduto nel Vangelo, rifarlo anche fisicamente. Il monte Tabor è il luogo delle tende, quindi i cristiani vengono già due o tre giorni prima, bivaccano, mangiano, fanno festa, pregano visto che la basilica è sempre aperta, perchè vogliono ripercorrere quell’esperienza. Che è l’esperienza di stare con il Signore. Quindi anche fare le tende, fermarsi qui, pregare… e anche un momento per ritrovarsi qui come comunita’”.

Una tradizione che si trasmette di padre in figlio, e che resta nel cuore anche di quelli che sono dovuti partire:

“Quando ero piccola venivamo con il furgone qui, alla messa. Venivo tutti gli anni a questa messa e ha iniziato a mancarmi quando mi sono trasferita in Canada. Prima di partire ho voluto sperimentare le stesse cose di un tempo: la gente, la chiesa… Tutto! È stato bello tornare e rivedere tutti… Sono felice! Dico la verità, sono felice!”

In diretta sulle maggiori emittenti cattoliche, il Custode di Terra Santa ha celebrato la Trasfigurazione del Signore che valica nuovamente i confini della Terra Santa e permette a tutti di vivere questo momento con i cristiani locali e i pellegrini di tutto il mondo.

“È la festa della luce, che ci ricorda che siamo stati creati rivestiti di luce. Dobbiamo vivere come figli della luce, che sono capaci di vedere. E non semplicemente vedere, ma vedere con la luce che abbiamo riacquistato con la resurrezione di Gesù.”

Senza dimenticare che dopo l’anticipo della sua Gloria, Gesù ha riportato gli apostoli ai piedi del monte, tra la gente.

“Il monte Tabor è un momento straordinario e molto bello, ma, come abbiamo concluso la nostra liturgia, poi dobbiamo scendere dal monte e portare questa luce che abbiamo visto e sperimentato nella vita del mondo. Perchè la nostra missione è il mondo, è sotto il monte. E li’ dobbiamo andare ed essere trasfigurati li’ e trasfigurare quell mondo spesso ferito riportandogli la luce di Cristo”.

Servizio: Giovanni Giardina
Immagini: Francisco
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