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2013
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Pentecoste a Gerusalemme : una caparra dell’unità

Domenica 19 maggio, la parrocchia latina della Città Vecchia di Gerusalemme e la comunità dei Francescani si sono ritrovati, la mattina di questa domenica di Pentecoste, per celebrare insieme un’unica messa solenne.
Presieduta dal Custode di Terra Santa, Frà Pierbattista Pizzaballa, attorniato dal vicario custodiale Frà Artemio Vítores e dal parroco Frà Feras Hejazin , la messa è stata particolarmente solenne anche perché, da quando i Francescani sono stati scacciati dal Cenacolo, è nella Chiesa di San Salvatore che si possono ricevere le indulgenze della festività.
Infatti, non potendo celebrare l’Eucarestia al Cenacolo, è nella Chiesa di San Salvatore che i cristiani latini della città partecipano solennemente alla messa in questo giorno. Nella chiesa gremita, la comunità dei francescani, cui si sono uniti una ventina di frati brasiliani, ha preso posto nel coro.
Nel pomeriggio, la gioia della festa si è prolungata al Cenacolo, sul Monte Sion. Vari fedeli sono arrivati prima dell’ora dei vespri per raccogliersi nella Camera alta che, in maniera eccezionale, è aperta in questo giorno.
Grande la gioia di poter pregare insieme nel luogo santo, decorato con i colori della Custodia. Oltre alla bandiera della Custodia, si è potuto vedere, alle spalle del Custode, la riproduzione di uno dei primi sigilli della Custodia che raffigura la Vergine Maria e gli apostoli che ricevono lo Spirito Santo e la lavanda dei piedi.
Ma, più che il ricordo della presenza francescana in questo luogo, è proprio la liturgia della festività a immergere i presenti nel mistero che si celebra in tale giorno. Grande la diversità di cultura dei partecipanti e, anche se non c’era ancora la capacità a comprendere tutte le lingue, l’unità nella fede comune si è potuta toccare con mano. Infatti, quando ciascuno ha pronunciato il Padre Nostro nella propria lingua, l’armonia che si è innalzata verso le volte dell’edificio ha celebrato tale unità come un canto in lingue.
All’uscita della celebrazione, questi nuovi discepoli, ricolmi dello Spirito Santo, sono ripartiti pieni di forza per entrare nel tempo ordinario e scoprire, nelle loro vite rispettive, ciò che la stessa mattina Papa Francesco ha chiamato “le meraviglie di Dio”.

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