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2013
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La Croce ci ridona la dignità di Figli di Dio

Martedì 7 maggio, i Francescani della Custodia si sono recati al Santo Sepolcro per celebrare la festa dell’Invenzione della S. Croce. Mentre i venditori del souk aprivano i battenti dei loro negozi nella Città Vecchia, la Basilica accoglieva già numerosi pellegrini. La maggioranza sono slavi venuti per vivere l’ottava pasquale a Gerusalemme. Sabato scorso, infatti, le Chiese Ortodosse hanno festeggiato la più simbolica delle loro celebrazioni pasquali: il Fuoco Sacro. La Pasqua ortodossa è stata celebrata quest’anno con cinque settimane di differenza rispetto alla Chiese cattolica e protestante; ciò è dovuto al diverso calcolo della data di tale festività.

Avendo il Santo Sepolcro ritrovato una relativa calma, la celebrazione della festa dell’Invenzione della S. Croce, celebrata dai Frati della Custodia nella cripta di Sant’Elena, luogo dove la croce fu ritrovata, si è svolta in un grande raccoglimento.

La data per la festa dell’Invenzione della Croce è stata scelta perché fu proprio nel lontano 7 maggio 351 che « una croce luminosa gigantesca apparve nel cielo, sopra il santo Golgota, estendendosi fino al monte degli Olivi » (lettera di san Cirillo di Gerusalemme all’imperatore Costanzo, 351), come lo testimonia un affresco nella cappella armena. Questa festa, nella Chiesa cattolica di rito romano, è commemorata oramai solo a Gerusalemme.

Poiché la cripta di Sant’Elena non è così grande per contenere la piccola assemblea di fedeli locali e pellegrini di passaggio che hanno desiderato unirsi alla celebrazione, molte persone hanno gremito le scale e la cappella armena della S. Croce.

Non tutti hanno potuto ascoltare la bella omelia del Custode che ha presieduto la celebrazione. Un omelia, nella quale Fra Pierbattista Pizzaballa ha rinnovato la visione non solo della Croce ma anche dell’obbedienza.

Ricordando che la Chiesa festeggia quest’anno il 1700mo anniversario dell’Editto di Costantino, o Editto di Milano che, autorizzando il culto cristiano nell’impero romano, aprì la strada alla costruzione della basilica della Resurrezione, il Custode ha scelto di meditare sull’epistola ai Filippesi (Fil 2,5-11). Gesù è presentato come il nuovo Adamo; ma mentre Adamo ha perso la condizione di figlio di Dio a causa del peccato, Gesù l’ha restaurata per noi tramite la sua obbedienza.
Un’obbedienza che rende liberi, che libera dal desiderio di potere che genera violenza et ingiustizia. Una tale obbedienza, segno di fedeltà e di fede, prova dell’amore incondizionato di Dio, fa entrare chiunque la imita in una nuova relazione con il Padre e apre la porta a un nuovo dinamismo di vita.

La festività, iniziata la vigilia con i primi vespri della festa nel corso della processione quotidiana, ha riunito i frati per l’ufficio delle letture di mezzanotte, concludendosi con tre giri di processione intorno alla Tomba vuota del Signore. Il Custode ha portato la reliquia della vera Croce che i fedeli hanno poi potuto venerare.

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