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2013
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Domenica di Pasqua : come Pietro e Giovanni, vedere la tomba vuota

Domenica 31 marzo. Varie migliaia di persone, secondo la polizia, hanno assistito alla messa solenne di Pasqua al Santo Sepolcro presieduta dal Patriarca Latino, Sua Beatitudine Fouad Twal. La maggioranza era costituita da pellegrini venuti per l’occasione, invece i fedeli arabi di Gerusalemme si sono uniti alla gioia della Resurrezione durante la messa parrocchiale al convento di San Salvatore.
Dopo la sua entrata solenne, il Patriarca ha concelebrato la messa, attorniato da Mons. Kamal Batish e Mons. Ilario Antoniazzi, ordinato come nuovo vescovo di Tunisi il 16 marzo scorso, e da altri sacerdoti di Terra Santa venuti in pellegrinaggio.

Questa Pasqua, la più calma da vari anni, sempre secondo la polizia, è stata celebrata in latino secondo la tradizione, i cui canti sono stati animati dalla corale del Magnificat.

Dopo aver proclamato lui stesso il Vangelo, il patriarca, nella sua omelia, ha parlato della necessità della fede. «La tomba vuota, come lo vediamo oggi stesso, è il cammino di fede che inizia. Questa fede – la nostra fede – si appoggia sulla testimonianza degli Apostoli. A noi è chiesto di credere senza vedere: “Beati coloro che hanno creduto senza vedere.” (Gv 20,29.)»

(per leggere l’omelia del patriarca sul sito del patriarcato, clicca qui)

Ma a Gerusalemme, è dato ai cristiani di vedere, a loro volta, la Tomba vuota, di lasciarsi prendere dall’«assenza reale» del Cristo che la morte non ha potuto trattenere. Un’esperienza unica, come lo ha sottolineato il Patriarca.

Pur nella gioia di Pasqua, la Custodia di Terra Santa non dimentica pertanto i suoi fratelli di Siria, molto provati, come il resto della popolazione, dal conflitto che insanguina il paese.
Ed è con emozione che i Frati hanno ricevuto gli auguri di Pasqua e alcune notizie dei Francescani presenti in Siria. Nella stessa frase, padre Halim Noujaim ha scritto : « Sembra che questo calvario non ha fine » et terminava : «Di nuovo auguri di Buona Pasqua.»

La Custodia è dunque particolarmente unita nella preghiera alla situazione della Siria e non può che far sue le parole di Papa Francesco pronunciate nel messaggio Urbi et Orbi di questa mattina, in cui ha chiesto la pace per tutti i paesi in conflitto e specialmente per il Medio Oriente :
«E così domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace. Sì, Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero.
Pace per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinché riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Pace in Iraq, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l’amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi? »

Tutti i Frati della Custodia, sostenuti dalla fede, augurano a tutti i lettori di queste pagine, ma anche a tutti gli altri, una bella e Santa festa di Pasqua!

Vedi anche il video del Franciscan Media Center – clicca qui

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