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2012
custodia.org

Solennità della Madre di Dio

“quello che avevano udito e visto”
Il modo in cui i Pastori ritornano ai loro greggi, dopo essere stati partecipi dell’evento/accoglienza della nascita del Figlio di Dio, esprime un duplice modo di porsi dinanzi agli stessi eventi vissuti: l’aver udito e l’aver visto.
Alla fine dell’anno civile, che la solennità della Madre di Dio nei suoi primi vespri ci fa celebrare, ci si pone dinanzi la gratitudine di un anno trascorso ed ugualmente il bisogno di novità che il nuovo anno apporta.
Il testimoniare ciò che quest’anno abbiamo udito e visto diventa Te Deum di ringraziamento per tutto ciò che il Signore ci ha donato quest’anno. Nonostante le congiunture economiche frutto della perfidia degli uomini, le divisioni che offuscano la pace e la concordia, l’egoismo che chiude alle novità che lo Spirito di Dio vuole donarci, nonostante tutto il cuore credente palpita di riconoscenza per il tempo vissuto e per i doni ricevuti.
Ma lo sguardo al passato non può che porci dinanzi al presente, al nostro oggi, che anche in questo passaggio al nuovo anno ci richiama alle nostre responsabilità, diviene foriero di rinnovato impegno per una vita vissuta nella sofferenza ma ugualmente nella certezza, di quella presenza che è salvezza!
Il passato, il presente, il futuro. L’anno nuovo che si apre direi che porta insito in se la speranza di qualcosa di diverso, di nuovo, da accogliere e costruire. In questa terra: santa e contesa, bendetta e divisa, mistica e prepotentemente storica, il grido di speranza per il nuovo anno non può che essere unico: prima di tutto la pace!
In modo molto significativo ci troviamo dinanzi a questa parola dall’inizio alla fine dell’Evangelo (cfr Lc 2,14; Gv 20,19) per ricordarci che la vita in Cristo deve avere nella pace non un impegno da perseguire e nutrire, come se fosse dell’uomo, non una ricerca di difficili equilibri e di esili concordati come se il suo manteminento ed il suo sforzo fosse legato ad organizzazioni riconosciute, ma, la pace del credente che accoglie dalle mani di Dio il tempo di un nuovo anno che inizia non può che essere una rinnovata professione di fede nel Dio della storia che pacifica l’uomo: da testimoniare, donare, vivere.
Auguri per un nuovo anno in cui si creda (fede) nella pace (presenza di Cristo)!

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