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2012
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Natale a Gaza, pregando per una vita normale

Una vasta distesa di terra di nessuno e due check point separano Israele da Gaza … dopo il secondo, controllato dai Palestinesi, una delegazione di cristiani accoglie l’arrivo del Patriarca di Gerusalemme, che per la prima volta arriva nella Striscia dopo la guerra per visitare la parrocchia latina della Sacra Famiglia, abuna Jorge, il parroco, e i circa 180 fedeli …

In citta’ sono evidenti i segni della violenza recente, ma per questa piccola comunita’ oggi e’ festa, perche’ monsignor Twal e’ venuto qui per festeggiare con loro, un po’ in anticipo, il Natale.

“Una festa di gioia e di pace – ha esordito il Patriarca nella sua omelia – che scende dal cielo e raggiunge i pastori, gli uomini … una pace che ha bisogno di buona volonta’”.
Una pace che ha bisogno anche di una fede forte, ha proseguito, per continuare a vivere in questa terra di sofferenza.

Una tradizione, ormai, la visita di monsignor Twal alle porte di Natale … ma quest’anno il suo arrivo e questa festa hanno qualcosa di speciale per i cristiani di Gaza … un nuovo inizio e una nuova nascita, come ci racconta George:

“Un nuovo paese, lasciatemelo dire, una nuova citta’ … sentiamo che Gesu’ sta arrivando davvero a Gaza, come se stesse arrivando in particolare per Gaza. Non e’ come le altre volte … sappiamo che Gesu’ e’ con noi sempre, ma dopo tutto quello che abbiamo passato … insomma, adesso Gesu’ sta arrivando, e sta correndo verso Gaza, aprendo le sue braccia come per abbracciare ognuno di noi”

E’ festa per tutti, oggi … per i parrocchiani, per le comunita’ religiose che vivono qui, per le donne musulmane che arrivano a visitare le amiche e per i tantissimi bambini…
Una grande gioia anche per monsignor Twal, che nello stesso tempo offre un’analisi sulla stretta attualita’ di questa terra:

S.B. Mons. FOUAD TWAL
Patriarca latino di Gerusalemme

“Sono felice di essere a Gaza, per incoraggiare la nostra gente, pregare insieme a loro, pregare insieme per la pace. Sono felice di vederli per questa festa, che e’ una grande festa, nonostante tutti i problemi che ci sono. Gaza e’ una parte del Medio Oriente, e i suoi problemi sono problemi di tutti … vogliamo la pace, vogliamo una vita normale per tutti”

“Perche’ ci sia questa ‘vita normale’, abbiamo bisogno di una buona volonta’ politica … parlo di tutti gli abitanti della Terra Santa, altrimenti nessuno potra’ avere questa pace, da solo, e continuera’ questo circolo di violenza.

‘Vita normale’ vuol dire anche liberta’ di muoversi, di viaggiare, di pregare, di andare all’universita’, a scuola …. Fino ad oggi questa liberta’ e’ mancata e questo incoraggia il radicalismo e noi non vogliamo lasciare l’ultima parola all’estremismo, da una parte o dall’altra… deve esserci una possibilita’ per persone moderate, questo e’ il nostro desiderio e la nostra preghiera”

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