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2012
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Cristiani a Ramallah

Trascrizione video:

Ramallah, 15 chilometri da Gerusalemme, si e’ affermata nell’ultimo decennio come il cuore politico dei Territori Palestinesi conoscendo uno sviluppo esponenziale.
A Ramallah hanno sede la presidenza e il governo dell’Autorita’
Palestinese, la Banca palestinese e numerosi investitori del mercato azionario palestinese.
Costruzioni commerciali e residenziali continuano a sorgere tra le collline della citta’, a testimonianza di un boom edilizio senza precedenti nei Territori, nonostante il rallentamento dell’ultimo anno.
Oggi la citta’ e’ in prevalenza musulmana, ma fino all’inizio degli anni ’50 i cristiani qui costituivano la maggioranza pressoche’
assoluta.
Don Faysal Hijazeen parroco della chiesa latina della “Sacra Famiglia” a Ramallah, racconta che la città e’ nata nel 1500 come villaggio cristiano grazie al fondatore Salem Haddadeen.

Ma come già’ a Betlemme, negli ultimi decenni la percentuale cristiana e’ diminuita di colpo, a causa soprattutto all’emigrazione negli Stati Uniti.
Oggi i musulmani a Ramallah sono oltre il 75%, i cristiani appena il 25%, secondo un calcolo statistico della parrocchia latina.
Le stime del Centro statistico palestinese sono ancora più’ basse e danno la popolazione cristiana ad appena l’8,9 per cento su quella musulmana.

Don FAYSAL HIJAZEEN
Parroco Chiesa Latina di Ramallah
“Nella mia parrocchia siamo 2,000 anime, il dieci per cento sono originari di Ramallah, gli altri vengono dai villaggi attorno. I cristiani originari di Ramallah sono tutti in America, ce ne sono 40.000 a San Francisco”

I palestinesi cristiani sono emigrati inseguendo un futuro migliore per se stessi e la propria famiglia, spiega Don Faysal, alla ricerca di quella sicurezza e stabilita’ che tuttora sfuggono alla popolazione dei Territori Palestinesi.
Ma le ragioni di questa fuga di massa sono da cercare anche in una scelta spirituale della comunità’ cristiana:

Don FAYSAL HIJAZEEN
Parroco Chiesa Latina di Ramallah
“Quando vanno in America si sentono come un ambiente cristiano, rimangono li’. Ma per noi, vogliamo che questa Terra Santa rimanga cristiana.”

In pochi hanno fatto il percorso inverso e sono tornati nei luoghi d’origine, come Joseph Mughannam. Emigrato a San Francisco negli anni ’50 insieme alla famiglia, ha scelto di lasciare l’America e vive a Ramallah dal 1974:

JOSEPH MUGHANNAM
Cristiano di Ramallah
“Mi sento felice qui come cristiano, sono libero di andare e venire, di praticare il mio credo. Non ci sono pregiudizi contro di me. Sono felice. Infatti mi sento più’ vicino alla mia fede oggi di quando ero negli Stati Uniti”.

Arginare questa fuga e trattenere a Ramallah i cristiani rimasti fa parte del lavoro difficile ma determinato della parrocchia latina della citta’:
negli ultimi due anni i cattolici hanno iniziato a svolgere attivita’
ecumenica insieme alle tre comunita’ cristiane locali, dai copti ai luterani, rispondendo a un’esigenza dei cristiani locali. Contemporaneamente si sono aperti al contatto con la popolazione musulmana anche attraverso le sei scuole private cristiane di Ramallah, frequentate da studenti di entrambe le due religioni:

Don FAYSAL HIJAZEEN
Parroco chiesa latina di Ramallah
“La scuola e’ molto importante per la parrocchia, per stabilire i cristiani, per aiutare i cristiani ad avere una fede forte perché’
nelle scuole pubbliche non studiano il Cristianesimo, studiano solo l’Islam e loro come cristiani non studiano… La presenza delle nostre scuole hanno anche un altro scopo, di essere aperti alla società’, di inserire i cristiani nella società’ e di far capire ai musulmani chi sono i cristiani. Dunque c’e’ la presenza dei musulmani e dei cristiani insieme nelle nostre scuole… per esempio nelle nostre scuole c’e’… diciamo il 40% di musulmani tra gli alunni, e anche tra i professori”

Le scuole a Ramallah continuano a rappresentare un esempio di integrazione tra la popolazione musulmana e quella cristiana, conferma Suor Catherine Salem, una delle due Suore del Rosario che vive all’interno della parrocchia latina.

Suor CATHERINE SALEM
Suore del Rosario di Ramallah
“Abbiamo delle buone relazioni di amicizia, viviamo insieme senza problemi”.

Dello stesso parere anche suor Marie, della Congragazione di San Giuseppe dell’Apparizione, anche lei residente negli edifici della parrocchia latina di Ramallah.

Suor MARIE
Congragazione di San Giuseppe dell’Apparizione di Ramallah
“Abbiamo qui una scuola secondaria frequentata da cristiani e palestinesi e loro vanno molto d’accordo, non ci sono problemi tra di noi. I risultai degli esami dell’ultimo anno di scuola sono eccellenti. Insegniamo l’arabo, l’inglese e il francese”.

Un quadro sociale complesso, insomma, dove la chiave della permanenza cristiana in citta’ dipende anche e innanzitutto dalla capacita’ di mantenere relazioni serene con la maggioranza musulmana, pur preservando l’identità’ originaria della città.
A tutt’oggi, per un accordo voluto dallo scomparso presidente palestinese Yasser Arafat, il sindaco di Ramallah e’ di fede cristiana, come in altre citta’ in cui un tempo i cristiani rappresentavano la maggioranza.

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