2012
agensir.it

Cristiani e Mondo Arabo: Pizzaballa “evitare panico e polarizzazioni”

(Bruxelles, dal nostro inviato) – “La libertà religiosa è il nocciolo per fare politica dentro e fuori l’Europa; essa è un valore da difendere a prescindere dal luogo”. Lo ha detto Jan Olbrycht, vicepresidente del Gruppo europarlamentare dei popolari europei (Epp) e responsabile per il dialogo interreligioso e affari religiosi dello stesso Gruppo, aprendo questo pomeriggio a Bruxelles il seminario di studio “I cristiani nel mondo arabo, un anno dopo la primavera araba”, promosso dalla Comece, dall’Epp e dal Gruppo europarlamentare conservatore e riformista (Ecr). “Siamo preoccupati per quello che succede alla minoranza cristiana nel mondo arabo” ha affermato Olbrycht cui ha fatto eco il suo collega di Gruppo, Konrad Szymanski. (segue)


18:20
Per quest’ultimo “non c’è stato sollievo per i cristiani in Medio Oriente con la primavera araba. La loro persecuzione è una verità amara che l’Ue non può tacere, così come non può restare in silenzio davanti alla negazione dei diritti delle altre minoranze”. “La diplomazia europea deve lavorare per ottenere il rispetto dei diritti civili – ha chiesto a gran voce il deputato europeo – la credibilità dell’Ue passa anche attraverso questo impegno”. “Riconoscere la libertà religiosa è un bene per tutti – ha ricordato Mario Mauro, del Gruppo dei popolari – non ci sarà libertà per il mondo arabo senza libertà per gli arabi cristiani che si sentono chiamati a riconoscere nelle cose della vita di tutti i giorni, anche politiche, che Gesù è tutto. Senza il rispetto di libertà come quella religiosa vengono meno le prerogative di sviluppo degli stessi paesi mediorientali. Per ottenerle il dialogo resta lo strumento migliore”.


18:56
(Bruxelles, dal nostro inviato) – “L’Europa non guardi al numero sempre più ristretto dei cristiani in Medio Oriente ma guardi soprattutto alla loro qualità. In Libano il 64% del gettito fiscale proviene dai cristiani. L’uomo più ricco del mondo è un libanese maronita che vive in Messico”. L’appello all’Ue è di Dimyanos Kattar, già ministro dell’economia libanese, che oggi a Bruxelles, ha portato la sua testimonianza al seminario di studio “I cristiani nel mondo arabo, un anno dopo la primavera araba”, promosso dalla Comece, dall’Epp e dal Gruppo europarlamentare conservatore e riformista (Ecr). “Ci sono aspetti della presenza cristiana in Medio Oriente che vanno messi in luce ed uno di questi è proprio la qualità della presenza cristiana”. “Ma quanto è importante, e quanto interessa all’Ue, la presenza cristiana nei Paesi arabi?” ha chiesto l’ex ministro. “Se l’Ue mostrerà interesse allora le cose potranno cambiare ed evolversi positivamente. L’Europa coltivi interesse per il Medio Oriente”.


19:21
(Bruxelles, dal nostro inviato) – “Davanti a fenomeni come la primavera araba “non bisogna generalizzare, mostrando paura o gioia, né tantomeno attendersi un cambiamento istantaneo del mondo arabo”. Serve “evitare panico e polarizzazioni a vantaggio del dialogo, unico strumento per attenuare tensioni e risolvere problemi che pure ci sono e non vanno nascosti”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, nel suo intervento al seminario di studio “I cristiani nel mondo arabo, un anno dopo la primavera araba”, promosso a Bruxelles dalla Comece, dall’Epp e dal Gruppo europarlamentare conservatore e riformista (Ecr). “Per 40 anni diversi paesi mediorientali hanno goduto di immobilismo ed ora con la primavera araba non si può pensare a immediate e serene dinamiche sociali” ha spiegato il francescano che ha evidenziato l’esistenza di “cambiamenti che suscitano preoccupazioni come le Costituzioni che si vanno riscrivendo e nelle quali anche i partiti devono rientrare”. Lungi dal generalizzare la situazione nella regione, “la Siria è diversa dall’Iraq e lo stesso vale per l’Egitto”, non si possono negare le tensioni tra musulmani e cristiani che “non vanno separati ma uniti dal dialogo”. (segue)


19:22
L’invito al dialogo “non è su temi di fede ma di vita”, ha specificato il Custode, che da oltre 20 anni vive a Gerusalemme, in particolare sul tema della “piena cittadinanza come il Sinodo per il Medio Oriente ha messo in evidenza. Dialogare, per esempio, sui diritti del lavoratori, sulle libertà. Il dialogo deve essere tra credenti e riguardare anche la globalizzazione. Ci sono – ha detto Pizzaballa – religiosi musulmani con i quali è un piacere dialogare. Non ci sono solo persecuzioni. Evitiamo panico e polarizzazioni senza cadere in facili irenismi. I cristiani – ha concluso – sono parte integranti di questi Paesi, e hanno contribuito alla loro identità e costruzione. Ed oggi, come allora, continuare a dare questo contributo è possibile”.

19:34

“Ogni evoluzione deve sfociare in uno sviluppo del singolo e della comunità, e ciò accadrà solo se va nel segno della democrazia e della libertà”: è quanto ha sostenuto mons. Youssef Soueif, arcivescovo maronita di Cipro al seminario di studio “I cristiani nel mondo arabo, un anno dopo la primavera araba”, promosso a Bruxelles dalla Comece, dall’Epp e dal Gruppo europarlamentare conservatore e riformista (Ecr). Parlando della Primavera araba, il maronita ha ribadito che “il rispetto delle libertà di coscienza, di religione, di opinione, giudicherà quanto sta accadendo. Stabilire tali valori nelle Costituzioni sarà indicativo della direzione presa da tale movimento”. “I cristiani sono quindi chiamati a sostenere le tendenza di apertura e non di chiusura ma questo è un percorso lungo e duro che chiede il dialogo. Sostenere la violenza non risolve – ha concluso – non c’è possibilità di sviluppo senza democrazia, senza il rispetto della dignità e della libertà. L’aspetto religioso, animato dal dialogo, può aiutare la soluzione dei problemi sociali”.

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