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2012
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Tutti i sapori delle feste

Dalla rivista Terrasanta, numero di marzo-aprile 2012

Nell’orizzonte della kasherut, l’insieme delle norme alimentari ebraiche, i cibi tipici per ogni festa costituiscono un elemento importante della liturgia domestica che, nell’ebraismo, è più importante rispetto a quella sinagogale.

Alcuni cibi hanno un preciso valore rituale: ad esempio il vino, sul quale, all’inizio di ogni festa, viene benedetto il Nome di Dio per «consacrare» il momento celebrativo; oppure le Challot, i due pani intrecciati per lo Shabbat, che ricordano la raccolta doppia della manna per osservare il riposo settimanale e rimandano alle due «Tavole del patto»; lo stesso vale per il pane azzimo e le erbe amare che, durante la cena pasquale, assieme al «racconto rituale» costituiscono il «memoriale» attraverso il quale ogni generazione può di nuovo «uscire dall’Egitto».

Si tratta quindi di cibi specifici senza i quali non è possibile celebrare la festa. Ma anche tutte le altre ricette tradizionali, nelle numerose varianti legate ai diversi Pae-si nei quali le comunità ebraiche vivono, fanno parte del rituale festivo e sono, per così dire, irrinunciabili.

Tra queste le ricette a base di latte e latticini per Shavu‘ot che, 49 giorni dopo Pesach, la Pasqua, ricorda il dono della Torah al Sinai e, di conseguenza, la sua accettazione da parte del popolo di Israele che, per mettere subito in pratica i precetti ricevuti, ha consumato i latticini che non richiedono preparazioni rituali di più giorni; tale cibo ha inoltre una forte connotazione simbolica: la tradizione insegna che lo studio della Torah ha il sapore del «latte e del miele», mentre il popolo di Israele «nato da poco» ha bisogno del latte come un agnellino… Continua a leggere >>

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