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2012
custodia.org

La voce del Custode

13 Aprile 2012

D. Abbiamo festeggiato Pasqua da poco e tra poco festeggeranno gli ortodossi… per gli anni prossimi si parla della possibilita’ di uniformare il calendario perche’ tutti i cristiani della Terra Santa possano festeggiare insieme e alcune parrocchie latine gia’ quest’anno hanno fatto questa scelta. A che punto e’ l’ecumenismo in Terra Santa?
La scelta di adottare il calendario giuliano non ha molto a che fare con l’ecumenismo, onestamente, ma e’ piu’ una necessita’ pastorale perche’ molte famiglie, quasi tutte qui, sono miste per cui chiedono con insistenza che si faccia la Pasqua in un giorno e non in due date differenti, per motivi familiari appunto. Queste scelte, comunque, qui in Terra Santa, per storia e anche per collocazione geografica saranno sempre complicate perche’ c’e’ sempre una componente internazionale che si trovera’ un po’ a disagio, per cui quale che sia la scelta ci saranno sempre delle difficolta’. Detto questo, le relazioni tra le comunita’ cristiane qui sono abbastanza serene, mentre sono un po’ piu’ complicate le relazioni tra le istituzioni cristiane, soprattutto tra le grandi istituzioni”.

D. Sono anche i giorni della Pasqua ebraica ed e’ evidente che Gerusalemme e la Terra Santa sono il luogo della convivenza, non solo tra i cristiani ma tra le diverse fedi. I francescani, quale contributo hanno portato e portano nel campo, appunto, della convivenza?
Non so se abbiamo portato dei contributi… posso dire quale e’, o quale dovrebbe essere, il nostro stile, cioe’ di accoglienza, di apertura. Francesco era innamorato dell’umanita’ di Gesu’, di conseguenza tutto cio’ che riguarda l’uomo in quanto tale, a prescindere dalla sua fede, dalla sua cultura, ci interessa. Quindi l’accoglienza… che credo si faccia, in molti luoghi santi soprattutto, luoghi che sono aperti all’ambiente locale, penso al Tabor, a Ein Karem, a Jaffa. Certamente dobbiamo migliorare, ma l’accoglienza , credo, in questa terra, sia un valore importante. Dove ci si divide su tutto, dove si cotruiscono muri, dove ci si separa su ogni cosa, anche la piu’ banale… accogliere con letizia credo sia un valore importante”.

D. Il cardinale Ravasi ha parlato di Gerusalemme come il possibile punto di partenza per un “Cortile dei Gentili” in Medio Oriente, un evento che apra al dialogo anche con i non credenti. Lei crede che i tempi siano maturi per un evento simile in Medio Oriente?
Bisogna vedere come viene fatto… bisogna preparare bene. Qui in Medio Oriente, in particolare a Gerusalemme, siamo abituati ad avere convegni, conferenze su tutto. Il rischio e’ che resti un convegno accademico, invece si deve preparare nel suo contesto e nel suo legame con il territorio e anche con le istituzioni religiose di qui. Va detto che l’ateismo qui non ‘funziona’ molto… piu’ che ateismo il non credere… l’elemento religioso qui e’ determinante, e’ un aspetto anche culturale e sociale determinante quindi sicuramente avrebbe una dinamica molto diversa rispetto agli altri incontri precedenti. Potrebbe essere comunque uno stimolo molto importante di riflessione, di valutazione e di incontro tra noi credenti”.

D. La Siria.. e’ iniziato il cessate il fuoco tra ribelli e governo e anche il G8 sta lavorando sulla situazione. Secondo lei questa strada, quindi del non-intervento ma della mediazione internazionale, puo’ essere quella che portera’ a una soluzione?
Non vedo onestamente soluzioni facili e soprattutto vicine. La comunita’ internazionale non potra’ fare molto, credo che le soluzioni debbano essere trovate all’interno del paese, la comunita’ internazionale… il G8, il G20 …. potranno aiutare con la pressione, con tutte le vie pacifiche possibili, a trovare una soluzione che pero’ si deve trovare li’, all’interno del paese, e che non vedo nel breve termine”.

D. Ci sono delle notizie dai frati che vivono li’, sulla popolazione.. come si sta?
Le notizie sono un po’ frammentarie… c’e’ tanta paura, la situazione economica si va deteriorando e cosi’ via a catena, tutta la vita sociale e’ molto toccata, molto ferita, creando una situazione anche di sconforto che non aiuta”.

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