2012
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Monti: due Stati l’unica soluzione al conflitto israelo-palestinese

Nel colloquio con Benyamin Netanyahu il presidente del Consiglio ha ribadito la posizione italiana, e anche dell’Ue, sulla questione mediorientale auspicando il rilancio del negoziato di pace. Preoccupazione comune sulla crisi siriana e sulla minaccia nucleare di Teheran contro Israele. In mattinata il confronto del premier italiano con il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, cui ha ribadito che Roma “non riconosce nessuna modifica dei confini rispetto a quelli del 1967”

GERUSALEMME – Gli incontri con il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, in mattinata, e con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, nel prosieguo della giornata, hanno caratterizzato la parte politica della domenica di Pasqua trascorsa dal premier italiano, Mario Monti, in visita in Medio Oriente. Tra i temi trattati con entrambi i leader dell’area l’annosa questione israelo-palestinese, rispetto alla quale il presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia, così come l’Unione Europea, non riconosce nessuna modifica dei confini rispetto a quelli del 1967, e ritiene che l’unica soluzione negoziale possibile sia quella che porta al riconoscimento di due Stati liberi e indipendenti.

Ai giornalisti che, a Cesarea, gli chiedevano conto dell’incontro con Netanyahu, Mario Monti, ha così sintetizzato il contenuto del colloquio: “Italia e Israele restano impegnati a mantenere la pace in Medio Oriente. Anche sulla vicenda siriana, abbiamo parlato con uno scambio di vedute che ha riguardato anche su altri Paesi coinvolti dalla primavera araba”.

Il Professore ha anche sottolineato che Roma sostiene “pienamente” gli sforzi del Quartetto per il Medio Oriente (Ue, Onu, USA, Russia) che a metà aprile si riunirà per rilanciare il negoziato di pace. “Bisogna ristabilire la fiducia al fine di superare lo stallo negoziale”, ha spiegato Monti aggiungendo che si deve “fare il possibile per scongiurare il ritorno della violenza nei Territori”.

A proposito della crisi siriana, altro tema al centro del confronto, il premier ha affermato che Italia e Israele sono “impegnate fortemente” per la pace in Siria, sottolineando di aver condiviso con il premier dello Stato ebraico sia “viva preoccupazione” per quanto accade nel Paese mediorientale sia la necessità di una “soluzione condivisa dal popolo siriano”.

Monti, ha infine espresso Netanyahu la preoccupazione del governo di Roma per il programma nucleare iraniano. “L’Italia – ha ricordato il premier – ha deciso importanti sanzioni petrolifere e finanziarie che rappresentano un segnale forte di vicinanza concreta alle legittime preoccupazioni di Israele” sul fronte della minaccia nucleare di Teheran.

La giornata di Monti si era aperta alle 7:00 – le 6:00 in Italia – con la partecipazione, insieme alla moglie Elsa, nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogo simbolo della Cristianità, a una messa di Pasqua celebrata, in funzione privata, da padre Pierbattista Pizzaballa, della Custodia di Terra Santa. Poi il primo impegno ufficiale, l’incontro con il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, prima di trasferirsi a Ramallah, nei territori palestinesi, per un colloquio con il presidente del’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen.

L’Italia sostiene in Medio Oriente la soluzione di “due Stati” per Israele e palestinesi che vivano “in pace l’uno accanto all’altro” da raggiungersi attraverso “il negoziato” ha detto Monti durante la conferenza stampa al termine del colloquio. “L’Italia è attivamente impegnata per una soluzione di due Stati”, quello di Israele e quello del futuro Stato palestinese, “fianco a fianco in pace e sicurezza”, ha aggiunto Monti. “Non c’è alternativa a questa soluzione raggiungibile solo con il negoziato” che è “l’unica via per un futuro migliore del popolo palestinese ma anche – ha proseguito il Professore – per garantire la sicurezza di Israele ed una sconfitta del terrorismo”. Con Abu Mazen – ha proseguito al termine dell’incontro a Ramallah con il presidente dell’Anp – “abbiamo discusso delle prospettive di pace in Medio Oriente”. Oltre che delle questioni bilaterali tra Italia e Anp. “Vogliamo relazioni sempre più strette” ha aggiunto il premier.

L’Italia “non riconosce nessuna modifica dei confini rispetto a quelli del 1967” salvo eventuali intese tra le parti. È quanto ribadito dal premier sulla questione israelo-palestinese. “La posizione italiana è inequivocabile e ancorata all’Ue” ha aggiunto Monti con a fianco il leader dell’Anp Abu Mazen.

Il processo di pace in Medio Oriente è “un elemento centrale per la stabilità” dell’intera regione. Lo ha sottolineato il premier al termine dell’incontro, ribadendo che questo processo “non deve essere oscurato” da altri Dossier se “vogliamo che la Primavera araba si concluda con una regione in pace e stabilità”. Per raggiungere questo obiettivo “dobbiamo risolvere la questione” Israelo-Palestinese, ha aggiunto.

“Un caro ospite della Palestina”. Così il presidente dell’Anp si è rivolto al premier italiano, incontrando la stampa al termine del colloquio che i due hanno avuto stamattina a Ramallah, nei territori palestinesi. “È un vero onore ed un grande piacere averla incontrata”, lo ha ringraziato il presidente del Consiglio ribadendo la ‘storica’ amicizia italo-palestinese e auspicando “relazioni sempre più strette”.

“Ho ricevuto la lettera ufficiale della partecipazione palestinese all’Expo 2015”. Lo ha annunciato il premier Mario Monti al termine dell’incontro a Ramallah con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Monti si è detto “contento e onorato” della presenza palestinese all’Expo che “dà un ulteriore significato alla manifestazione”.

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