2012
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Dolore e commozione per la morte del patriarca Shenouda III

Dolore e cordoglio stanno segnando in queste ore la vita dell’Egitto per la morte del patriarca della Chiesa copta ortodossa Shenouda III avvenuta sabato 17 marzo. Oggi, nella cattedrale di San Marco, in un clima di profonda commozione — è stato proclamato il lutto nazionale — sono stati celebrati i funerali del patriarca deceduto all’età di 88 anni. Numerosi i leader presenti e i rappresentanti di Governi e istituzioni civili e religiose di vari Paesi, tra cui anche una delegazione vaticana. Le esequie si sono aperte con una orazione funebre dal patriaca della Chiesa ortodossa di Etiopia, Abuna Paulos. Il feretro di Shenouda è stato collocato dentro una bara chiusa all’interno della chiesa dopo che per duegiorni era stato mostrato alla vista dei fedeli. Intanto, messaggi di partecipazione al dolore della comunità cristiana sono giunti da tutto il mondo tra cui quello significativo di Papa Benedetto XVI, il cui testo pubblichiamo in prima pagina.

Nel fine settimana incessante è stato il flusso dei fedeli che si sono recati nella cattedrale di San Marco per rendere omaggio alla salma del patriarca, esposta con i paramenti sacri. Il corpo di Shenouda III, in una bara scoperta con la tiara d’oro sul capo, dopo i funerali è stato quindi trasportato in aereo militare per essere sepolto nel monastero di San Bishoi, a un centinaio di chilometri dal Cairo nella regione del delta del Nilo. Le condizioni di salute del capo della comunità copta ortodossa negli ultimi tempi erano peggiorate. In passato il patriarca era stato sottoposto a cure mediche all’estero. Il vescovo Pachomious ha assunto le funzioni di guida della comunità per due mesi, fino a quando non verrà eletto il nuovo patriarca. Shenouda venne eletto 117° patriarca della Chiesa copta ortodossa nel novembre 1971, in rappresentanza dei cristiani egiziani che costituiscono il 10 per cento di una popolazione di 80 milioni di persone. I copti rappresentano la comunità cristiana più popolosa del Medio Oriente. Appartengono al Patriarcato di Alessandria d’Egitto che fa parte, assieme alle Chiese siro-ortodossa, siro-ortodossa d’India, armena, etiope ed eritrea, alle Chiese pre-calcedonesi o ortodosso-orientali.

La Chiesa copta fu fondata in Egitto nel primo secolo dall’apostolo Marco. Particolarmente intenso è stato l’impegno del patriarca Shenouda per promuovere il dialogo. In particolare, risaltano due momenti: l’incontro avvenuto a Roma con Papa Paolo VI e la firma, il 10 maggio 1973, della Dichiarazione comune di fede nell’incarnazione del Figlio di Dio; e quello con Giovanni Paolo II il 24 febbraio del 2000, nel corso di un visita del Papa in Egitto.

Come accennato, vari sono i messaggi che stanno giungendo in omaggio della testimonianza lasciata dal capo della comunità copta ortodossa. «Una figura importante per i cristiani di Oriente»: così il patriarca di Gerusalemme dei Latini, Fouad Twal, ricorda Shenouda III. In un messaggio di condoglianze diretto ieri alla comunità copta ortodossa Twal, a nome dell’intero Patriarcato latino, ha scritto che Shenouda III «ha condotto la sua missione cristiana con ferma fiducia e profonda fede in mezzo ad un turbinio di avvenimenti che hanno segnato il mondo arabo e quello intero. Accompagnandolo con le nostre preghiere ricordiamo tutti i suoi immensi servigi alla sua Chiesa, al suo Paese e a tutti i cristiani del Medio Oriente».

Al lutto si uniscono anche i vescovi europei, in un messaggio del cardinale arcivescovo di Esztergom-Budapest, Péter Erdő. Il presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) scrive: «Con la sua persona il mondo cristiano ha perso uno dei suoi leader più eccellenti ed esemplari». Il ricordo «della sua visita lo scorso anno a Budapest, i suoi saggi insegnamenti e la sua determinazione esemplare — prosegue ancora il cardinale — vivono ancora nei nostri cuori. Mentre affidiamo la sua anima a Dio, condividiamo il dolore dei suoi fedeli e «preghiamo con amore per tutta la comunità cristiana egiziana. Chiediamo al Signore della storia di sostenere l‘intera comunità dei credenti in Cristo con la Sua Provvidenza». Il cardinale Erdő sottolinea anche che «grazie al patriarca Shenouda, sono state stabilite relazioni fraterne ed ecumeniche tra la Chiesa cattolica ungherese e la Chiesa copta-ortodossa. Rimanendo fedele alla sua eredità spirituale abbiamo intenzione di mantenere questo prezioso rapporto di amicizia di fraternità e solidarietà cristiane».

Al «Santo Sinodo della Chiesa copta» è inoltre indirizzato il messaggio del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Cirillo. «Ho appreso con profondo dolore la triste notizia della morte di Sua Santità il Patriarca Shenouda III, che per oltre quarant’anni con zelo ha svolto il ministero di primate della Chiesa copta». L’intero mondo cristiano «ha subito una grande perdita, col trapasso di questo insigne teologo e predicatore ispirato che per tanti anni è stato a capo della sua Chiesa in un momento di grandi persecuzioni. I meriti del defunto primate, sia nei riguardi della Chiesa copta che di tutto il mondo cristiano, possono essere a giusto titolo definiti grandi».

Dal Patriarcato di Mosca si pone in luce fra l’altro «la sua instancabile opera per l’edificazione della vita della Chiesa della diaspora copta, la lotta per i diritti delle minoranze cristiane in Egitto, la sincera volontà di comprensione reciproca con le altre Chiese cristiane, le numerose opere teologiche, i sermoni hanno dato al primate della Chiesa copta una meritata autorevolezza in tutto il mondo». Noi — si osserva — «apprezziamo le opere del compianto Patriarca Shenouda III. Ricordando con amore e affetto fraterno il nostro ultimo incontro durante la mia visita in Egitto nel mese di aprile 2010, testimonio del rispetto sincero e sentito del defunto verso la Chiesa ortodossa russa. A sua volta, la nostra Chiesa ha sempre e costantemente sostenuto e sostiene i cristiani egiziani che sono sistematicamente sottoposti a persecuzioni, e riconosce con rispetto il contributo della Chiesa copta nella preservazione del monachesimo egiziano tradizionale e della cultura spirituale». Il Patriarca Cirillo conclude: «Sono convinto della necessità di continuare la nostra collaborazione per raggiungere la pace e la giustizia in Medio Oriente e in tutto il mondo, tutelare i diritti dei cristiani nei luoghi in cui essi sono perseguitati. Il Signore Misericordioso conceda il riposo all’anima del suo servo, il santissimo Patriarca Shenouda».

Espressioni di partecipazione al lutto della comunità cristiana sono venute dal presidente del Parlamento egiziano Katatni, dal primo ministro Kamal El Ganzouri, dall’imam di Al Azhar, Sheikh Ahmmed El Tayeb. A queste aggiungono anche le parole dei rappresentanti di istituzioni europee e governi. Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha ricordato l’impegno costante nella lotta per la libertà religiosa. Così anche ha fatto il ministro italiano degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata: «Shenouda III ha sempre lavorato per promuovere un clima di dialogo e fruttuosa convivenza tra le comunità religiose egiziane». Ricordando che in occasione della sua visita al Cairo non gli fu possibile incontrare il Patriarca per le sue precarie condizioni di salute, il titolare della Farnesina si è riferito al Patriarca come a una «guida spirituale per la comunità dei credenti copti e al tempo stesso eminente figura di riferimento sul piano di valori universalmente condivisi quali la fratellanza e la misericordia». E conclude: «Oltre che ispiratore di importanti iniziative sul dialogo interreligioso, Sua Santità Shenouda III è stato un grande amico dell’Italia e ha di certo contribuito, con il suo alto magistero e la testimonianza di fede, ad avvicinare ancor più i nostri Paesi e i nostri popoli».

21 marzo 2012
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