2012
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In diocesi: Colletta “pro Terra Sancta”, per un domani di bene

Reso noto il Messaggio per la raccolta del Venerdì Santo, con un’attenzione particolare quest’anno per la Siria. Il cardinale Sandri: «Così cresce la fraternità che abbatte divisioni e discriminazioni»

Per i cristiani di Terra Santa «le ostilità sono il pane quotidiano che alimenta la fede e talora fanno risuonare l’eco del martirio in tutta la sua attualità» e la loro «fatica prepara senz’altro un domani di bene, ma chiede oggi di sostenere scuole, assistenza sanitaria, necessità abitative, luoghi di aggregazione e tutto quanto ha saputo suscitare la generosità della Chiesa». Con queste parole la Congregazione per le Chiese orientali, nel tradizionale messaggio per la “Collecta pro Terra Sancta” del Venerdì Santo, firmato dal suo prefetto, il cardinale Leonardo Sandri, ricorda ai vescovi del mondo intero «la costante richiesta di Benedetto XVI affinché sia generosamente sostenuta la missione della Chiesa nei Luoghi Santi». La Colletta quest’anno cade il 6 aprile.

Un’ammirevole opera di pace. «Una missione – si legge nel testo diffuso il 1° marzo dalla Sala Stampa della Santa Sede – specificamente pastorale, ma nel contempo offre a tutti indistintamente un encomiabile servizio sociale. Così cresce quella fraternità che abbatte le divisioni e le discriminazioni per inaugurare sempre di nuovo il dialogo ecumenico e la collaborazione interreligiosa. Ciò costituisce un’ammirevole opera di pace e di riconciliazione, tanto più necessaria oggi, preoccupati come siamo col Santo Padre “per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria e la Terra Santa”». Nel Messaggio si sottolinea come l’emigrazione cristiana sia acuita «dalla mancanza di pace, che tenta di impoverire la speranza, mutandosi nella paura di essere soli davanti ad un futuro che sembra non esistere se non come abbandono della propria patria». Da qui la richiesta di aiuto per «scuole, assistenza sanitaria, necessità abitative, luoghi di aggregazione e tutto quanto ha saputo suscitare la generosità della Chiesa». «Quanta fede – prosegue il Messaggio – scopriamo nei giovani, desiderosi di testimoniare le beatitudini, amando i loro Paesi nell’impegno per la giustizia e per la pace con i mezzi della non violenza evangelica. Quanta orgogliosa fede, quanta fermezza, ci viene trasmessa da chi proferisce parole di riconciliazione e di perdono, sapendo di dover rispondere in tal modo alla violenza e talora al sopruso». Abbiamo il dovere, conclude il testo, «di restituire il patrimonio spirituale ricevuto dalla loro millenaria fedeltà alle verità della fede cristiana. Lo possiamo e lo dobbiamo fare con la preghiera, con la concretezza del nostro aiuto e con i pellegrinaggi. L’Anno della Fede, nel 50° del Concilio Vaticano II, fornirà motivazioni singolari per muovere i nostri passi verso quella Terra».

Origine della Colletta. Lungo i secoli, i Papi non hanno solo rinnovato la loro fiducia nei Francescani, riconfermandoli nel ruolo di legittimi custodi dei Luoghi Santi, a loro affidati dalla Sede Apostolica nel 1342, ma li hanno anche sostenuti in ogni aspetto della loro vita, a livello religioso come pure economico, sociale e politico. Oltre un centinaio di Bolle papali, fa sapere la Custodia di Terra Santa, si riferiscono alla Terra Santa, come pure un eguale numero di decreti e lettere della Congregazione per la Propagazione della fede che aiuta i figli di S. Francesco nella loro missione in Terra Santa. Un aspetto essenziale di questo continuo sostegno è la “Colletta per la Terra Santa”. Nei secoli passati i frati francescani, custodi dei Luoghi Santi, si rivolgevano direttamente ai principi e al popolo cristiano, inviando nelle nazioni cattoliche alcuni religiosi con l’incarico di esporre le necessità dei Luoghi Santi e di raccogliere elemosine. Questi religiosi venivano chiamati procuratori o commissari di Terra Santa. Papa Martino V, nel 1421, diede facoltà al custode di nominarli e di destituirli. Con Sisto V nel 1589 la colletta si effettuava tre volte l’anno, con Alessandro VIII (1689) divennero quattro. Disposizioni confermate anche da Benedetto XIV (1740-1758) e da Pio VI (1778). Con Leone XIII (1887) la colletta si ridusse ad un solo giorno, preferibilmente il Venerdì Santo. A seguito del Motu Proprio “Sancta Dei Ecclesia”, Pio XI, il 25 marzo 1938, estese la giurisdizione della Congregazione per la Chiesa Orientale alla Palestina. Il documento pontificio importante circa la prassi antica e attuale in merito alla Colletta, è “Nobis in animo” di Paolo VI del 25 marzo 1974 in cui si loda il lavoro dei Francescani e si insiste sul bisogno di maggior cooperazione da parte del mondo cristiano, dal momento che i Francescani hanno aumentato le loro attività “sociali, caritative, culturali e di beneficenza” in Terra Santa ed i cristiani locali sono sprovvisti di mezzi. Negli ultimi anni, l’80% delle collette ricevute dai Francescani sono state destinate ad opere pastorali e sociali e solo il 20% ai Santuari. È importante ricordare che la Custodia riceve solo il 65% delle collette, mentre il restante 35% è destinato ad altre istituzioni che operano in Terra Santa. Le attività del Patriarcato Latino, per mandato della Santa Sede, sono sostenute dai Cavalieri del Santo Sepolcro e da altre istituzioni.

2 marzo 2012

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