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2011
osservatoreromano.va

Non regaliamo un genio a Hitler

La Israel Chamber Orchestra esegue Wagner a Bayreuth

«Quando ascolto troppo Wagner mi viene voglia di invadere la Polonia». La battuta di Woody Allen fa ridere, ma a denti stretti, perché certi dolori sono ancora troppo vivi, certe tragedie non del tutto metabolizzate, se mai sia possibile. Non si può e non si deve dimenticare la shoah. Ma è ancora il caso di negare cittadinanza alla musica di Wagner perché alcuni suoi discendenti hanno aderito all’ideologia nazista?

Pensano di no i membri della Israel Chamber Orchestra che hanno deciso di eseguire proprio a Bayreuth, dove Hitler era «lo zio Wolf», un estratto dal Siegfried.

«Tutto ciò che apre è buono», commenta la storica Anna Foa, sottolineando che è arrivato il momento di distinguere il grande musicista dall’uso che è stato fatto della sua opera. Certo, aggiunge, «Wagner era antisemita, ma se dovessimo eliminare dalla sfera culturale tutti gli antisemiti lasceremmo poca cosa».

Favorevole anche Guido Vitale, direttore di «Pagine Ebraiche», il mensile dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Certamente, ricorda, in Israele le persone meno giovani, che sono anche quelle che frequentano di più i concerti di musica classica, hanno ancora difficoltà ad ascoltare brani che possono ricordare il regime nazista. Per i giovani, però, la percezione è diversa. «Molti di loro — aggiunge — non hanno difficoltà a passare un fine settimana a Berlino, mentre i loro nonni non sarebbero mai rientrati in Germania. Si tratta di una questione identitaria in rapido mutamento».

Ovviamente dal punto di vista strettamente artistico la questione non si pone nemmeno. Wagner è semplicemente uno dei capisaldi dello sviluppo del linguaggio musicale ed è imprescindibile per qualsiasi amante del bello. Certo chi ha vissuto direttamente o indirettamente la shoah ha tutto il diritto di evitare qualsiasi cosa gli ricordi momenti di sofferenza nemmeno immaginabili. Per tutti gli altri, però, la questione può essere ribaltata: vale la pena regalare al nazismo un genio del genere? Perché concedere agli assassini del proprio popolo un potere così grande? Forse ascoltare Wagner potrebbe essere una dimostrazione non di avere dimenticato gli orrori, ma di avere definitivamente sconfitto i carnefici, negando loro anche l’ultima possibilità di influenzare le proprie scelte.

  Marcello Filotei
27 luglio 2011
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