2011
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Padre Faltas: i cristiani in Medio Oriente hanno paura ma anche grandi speranze

Le crisi nord-africane e del mondo arabo, la situazione sempre difficile in Iraq, e le tensioni israelo-palestinesi in Terra Santa continuano a mettere a serio rischio la sopravvivenza delle comunità cristiane locali, quando non sono addirittura bersaglio di gruppi estremisti, come avvenuto recentemente in Egitto. Spesso la scelta obbligata per intere famiglie è l’emigrazione. Si lasciano beni e lavoro per andare incontro ad un futuro irto di difficoltà. Di questa emergenza, Giancarlo La Vella ha parlato con padre Ibrahim Faltas, egiziano, della Custodia francescana di Terra Santa:

R. – C’è caos in Egitto e i cristiani pagano in questo momento un prezzo alto: hanno paura, perché ci sono tanti problemi. Speriamo che mettano ordine al più presto.

D. – I cristiani stanno fuggendo dalla Terra Santa, dall’Iraq e comunque da molte regioni…

R. – Posso confermare, grazie a Dio, dopo la seconda Intifada, dopo il 2005, che la fuga dei cristiani si è bloccata. Adesso la gente rimane: sono tornati i pellegrini e i turisti. Sappiamo che la maggior parte dei cristiani lavora nel settore del turismo e che tanti di loro sono rimasti, ma fino al 2005, però, tanti sono andati via. Adesso non più. A causa di questa situazione mediorientale, ci sono tanti turisti, tanti pellegrini che non vogliono venire, che hanno paura. Quindi, questo crea una mancanza di lavoro e la gente quando non c’è lavoro scappa e va via.

D. – Per realizzare tutto questo è importante – ma non solo – riavviare il dialogo israelo-palestinese. Qual è, secondo lei, la via giusta?

R. – I palestinesi e gli israeliani devono tornare al dialogo e devono risolvere tutti i problemi tramite il dialogo. Hanno capito che con la violenza e le armi non si risolvono i problemi e che solo tramite il dialogo questi possono essere risolti. Spero, quindi, che tornino al dialogo il più presto possibile.

D. – Prosegue l’impegno della Custodia di Terra Santa…

R. – I francescani sono sempre mediatori di pace tra le due parti. Continuiamo ad essere mediatori e continuiamo a seguire la via del nostro fondatore, San Francesco, e siamo disponibili a fare di tutto per avere la pace in questa zona.

D. – Ci sono difficoltà nella gestione dei luoghi santi?

R. – No, grazie a Dio va tutto bene, non ci sono problemi. (ap)

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